Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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636
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636
Jlanwri Mario Cossàr
il figlio del cittadino goriziano Francesco Mazzini assieme ad un corto Fumagalli, nipote dello scudiere Vitugliuni della, or qui dimorante, contessa Lariceti, dono foggiti da Graz, ove studiavano, allo scopo sopramenzionato*
D'altro canto mi consta che alcuni padri di famiglia, temevano tempo fa, die i loro figli fuggissero.
La fuga del Marzini (Angelo) dov'essere stata provocata dal Fumagalli. Non vi dev'essere estraneo neanche un certo Delpin (Giovanni) da Podgora, che s'intrattenne parecchio tempo in Italia, ed ora, facendosi chiamare dott. Del Pino, dovrebbe trovarsi in Trieste.
Il padre del Marzini è noto in tutta la città, per un nemico del Favetti, mentre in altri tempi erano in ottimi rapporti; Vitagliani zio del Fumagalli che durante l'assenza della contessa Larisch amministra i di lei affari, è da molti anni in relazione d'affari e forse anche d'amicizia col Favetti.
Con (Pacifico) Varassi e (Tommaso) Luciani il Favetti è in intima corrispondenza e ciò non è pia un segreto poiché gli stessi fanno inserire gli articoli, sul sentimento italiano di Gorizia, che compaiono sulla Perseveranza e sull'Opinione.
Grazie ai frequenti contatti trai Goriziani e gli Udinesi, non dovrebbe essere stato difficile al Favetti di trovare degl'intermediari, per l'inoltro della corrispondenza, specialmente ora che le ininterrotte comunicazioni delle due città rendono più difficile la sorveglianza delle singole persone. Mi pregio di far osservare che il dottor Edoardo Seitz e il dott. Emilio Nardini si portano spesso a Udine e, mi venne assicurato, che il dott. Seitz portò da Udine l'ordine che ognuno avrebbe dovuto rimanere nella propria patria.
La fama del Favetti è buona, in quanto, egli viene considerato anche dai benpensanti per un uomo che mette in mostra un grande amore per la sua città natale e, non lo si può negare, ch'abbia promosso qualche buona iniziativa in Gorizia. Altrettanto vale per ognuno, ch'egli sia il promotore di tutte le macchinazioni e dimostrazioni politiche nonché l'anima ed il capo del Partito avverso al governo. Circa il suo comportamento morale non v'è nulla da dire, sebbene da qualche parte si dica ch'egli sfrutti il suo posto di Segretario municipale, per i suoi scopi personali, però finora mai si è potuto avere su ciò un punto d'appoggio*
Egli è un uomo d'indiscutibili ottimi talenti, che dimostrò sino ad oggi grande prudenza e mutismo. Egli e la sua famiglia, composta della moglie e di otto figliuoli, vivono con lo stipendio di F.(iorini) 1800; altro sostanze non possiede.
Da quanto sopra detto e della notorietà delle sue tendenze ultraitaliane, mi dispensa ogni mio ulteriore accenno sul suo sentimento politico.
In attesa della celebrazione del processo il patriotta-poeta, scriveva, nel luglio, mentre si trovava rinchiuso nelle carceri di Trieste, quella poesia friulana, riboccante d'affetto, dedicata a sua figlia Nina, per il di della sua festa, in cui rimpiange che:
Un'onda tempiesta
Mi ja cliolt la me fumea, La patria, i amisi
(Un'orrida tempesta, mi ha preso la mia famiglia, la
patria, gli amici!)