Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <640>
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640 Ranieri Mario Cossàr
Ricerco Vossignoria di prendere le disposizioni necessarie, perchè gneste persone, allorquando qui giungeranno, vengano in conformità ricoverate negli arresti di polizia, fino a tanto che potranno venire condotte nella fortezza in cui verranno rinchiuse.
Gradisca la Signoria Vostra l'assicurazione della mia particolare considerazione.
Kellersperg.
Due giorni dopo, cioè il 21 giugno, il capo del circolo di Gorizia barone de Kubeek trasmetteva al luogotenente in Trieste, la seguente lettera:
H 12 P. P.
Illustrissimo Barone!
Con riferimento al decreto del 19 di questo mese n. 15 p. p. ho l'onore d'annunziare rispettosamente a Vostra Eccellenza, di aver già diffidato quest'oggi i dottori Emilio Nardini, Francesco Pollencig, e dott. Edoardo Seitz di abbandonare il Litorale entro quarantotto ore e di non ritornarvi senza aver prima ottenuto un permesso speciale.
L'intimazione al Pellegrini ed al Bregant avverrà domani, perchè oggi giacciono ammalati a letto.
Nardini e Pollencig si trasferiscono a Veldes in Gragno, Seitz si è riservato di comunicare più tardi la sua futura residenza.
Giovanni Favetti, Martino Zhuk, Michele Brass, Giuseppe non Giovanni Penaucig, Giuseppe Dall'Agata e Antonio Tabai verranno scortati a Trieste col treno della mattina, per essere consegnati alla direzione di polizia, la quale verrà contemporaneamente avvertita telegraficamente.
Per quanto riguarda il trattamento da farsi a questi individui mi permetto di fare la proposta, che gli stessi non dovrebbero essere tenuti in detenzione formale, ma di venire limitato il loro soggiorno, nelle fortezze a loro assegnate.
Del resto faccio osservare, che il Favetti ed il Penaucig, in nessun caso, sarebbero da relegarsi nella stessa fortezza.
Nello stesso giorno, verso le 22, giungeva al direttore di polizia Krauss, questo telegramma, da parte del de Kùbeck:
Sei relegati sotto la scorta di tre nomini giungeranno domattina a Trieste. Tenere pronto un omnibus per il loro trasporto dalla stazione.
Ed ecco il testo della lettera, consegnata al Direttore di polizia in Trieste, dal capo della scorta:
N. 12 P. P.
Illustrissimo Signore!
In base al decreto di S. E. il signor Luogotenente ho l'onore di trasmettere accom­pagnati da una guardia in borghese e da due gendarmi Giovanni Favetti, Martino