Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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641
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Gorizia ottocentesca, ecc.
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Zhuk, Michele Braga* Giuseppe Penaucìg, Giuseppe dell'Agata e Antonio Tubai destinoti ad essere relegati in una fortezza.
Accolga Vossignoria l'espressione del mio distinto ossequio. Gorizia, li 21 giugno 1866.
L'i. r. Consigliere di luogotenenza Rubeck.
Da parte del Ministèro della guerra, perveniva al comando di stazione militare in Trieste, questo telegramma, il giorno 21 giugno.
I dieci arrestati politici prenderli immediatamente in consegna dalla Luogotenenza* per essere condotti sotto sicura scorta nella fortezza di Teniesvar.
Bisogna evitare ogni pubblicità, avvisare il comando della fortezza ed il comando di piazza di Vienna prima della loro partenza.
Alla Direzione di polizia veniva pure consegnato, con lettera accompagnatoria (n. 33 pr.) del pretore politico di Cervignano Desi-mon, il parroco di Villavicentina don Felice Bennati, il quale veniva preso in consegna dal capo carceriere della casa di pena militare in Trieste, il giorno 22.
Per guanto riguarda il .Fabris e lo Smareglia, ecco i documenti relativi:
N. 61 p. r. I. R, Pretore di Dignano.
All'Inclita I. R. Direzione di Polizia
a Trieste.
Si pregia lo scrivente di scortare alla dipendenza di codest'inclita i. r. Direzione di polizia Giuseppe Fabris ex dottore in legge e Matteo Smareglia fu Nicolò destinati con decreto del Presidio dell'Eccelsa i. r. Luogotenenza 18 giugno a. e. n. 13 pp. per la relegazione.
Dignano, 22 giugno 1866.
Pittamiz.
H Fabris e lo Smareglia, giusta la dichiarazione del capo carceriere della casa di pena militare in Trieste, entrarono in carcere il 23 giugno.
Nel volume del senatore Francesco Salata intitolato : Guglielmo Oberdan v'è quest'inciso che si riferisce al Fabris: Nel '66, alla vigilia della guerra, si era sottratto, con la fuga oltre i confini, a un altro provvedimento penale per sospetto d'alto tradimento .
Tale fuga quindi non poteva essere avvenuta che dalle carceri militari. Un telegramma di risposta, diretto al direttore della polizia in. Trieste, che forse s'informava se il Fabris s'era rifugiato in casa, diceva: Presso il cognato del Fabris abita un giovane scemo ed innocuo .