Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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Libri ù periodici
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bisognerà pensare in secondo tempo. Occorre prima promuovere un'agitazione locale che acacci dalla città il presidio francese, e solo in un successiva fase lottare col Pontefice. Ora ci si deve indirizzare verso il Veneto: raccogliere fondi, comperare armi. agire risolutamente ed iu massa per far scoppiare la ribellione anche negli altri paesi soggetti all'Austria. Non si parla più di sacrificio individuale o di una piccola falange elio faccia insorgere il popolo. Mazzini, però, può rivolgersi quasi unicamente ai fedeli Genovesi ed anche con questi ha dei dissidi, perche essi vorrebbero essere sicuri dell'appoggio di (Garibaldi prima di agire mentre 3 Mazzini sostiene che, una volta iniziato il moto, il Nizzardo sarà costretto ad intervenire, come nel Mezzogiorno. Muore in questo periodo Cavour, ina Mazzini pare non farne caso. Ecco come ne da notizia alla Jcssic White Mario: La morte di Cavour non ruminerà lo stato delle cose A. E mai una parola diversa esce dalla sua penna, nò di sprezzo né d'odio: la sua è indifferenza, attenuata solo dal pensiero che Ricasoli e frattazzi continueranno la politica del Cavour, ma non avendo la stessa popolarità, potranno fare donni maggiori. E intanto dedica parte delle sue ore alla preparazione dei volumi dell'edizione dael liana, che gli dà modo di vivere, perchè il suo patrimonio si è ridotto a ben poca cosa, ed egli spende molto del suo per preparare il moto nel Veneto, visto che lo sottoscrizioni non fruttano. Il lavoro gli costa molta fatica: soffre di gravi attacchi di quello stesso male che lo porterà alla tomba, tanto che per un certo periodo deve sospendere qualsiasi attività.
Frammezzo alle lettere che potremmo chiamare più. strettamente politiche, vi è poi sempre la sua corrispondenza coll'ambiente inglese e specialmente colle fedeli àrniche di casa Ashurst, colla White Mario, colle Nathan ed in essa vediamo l'uomo che soffre e spera, che si abbatte e si illude, o, a quando a quando, s'abbandona alla sicura fede di cuori fedeli. Purtroppo però comincia a sentire che anche gli Inglesi non rispondono più. come prima al suo appello. Quel poco che si raccoglie, lo si ha in nome di Garibaldi, benché il Garibaldi Iialian Unily Committee sia quasi tutto formato di amici personali del Mazzini. Ma auch'egli non osa più chiedere con insistenza, perchè sente che ora è l'Italia che dovrebbe dare, perchè lo potrebbe se lo volesse. Resta quindi isolato il Mazzini, in quella solitudine tragica che aumenterà sempre negli anni che seguiranno, e lo farà diventare l'uomo fuori legge, l'uomo contro cui combatteranno anche coloro che sentivano di dovere a lui tutta la loro formazione spirituale.
EMILIA MORELLI
La Marina Italiana nella Grande Guerra, Voi. 1 , Vigilia d'armi sul Mare, Firenze, Vallecchi, in 16, p. 370. L. 15.
Il volume esce a cura dell'Ufficio Storico della R. Marma, ed è stato compilato
dal capitano di vascello G. Almagià, Capo dell'ufficio medesimo, è dal capitano di
corvetta A. Zoli. Basterebbero codesti nomi per garantirei della serietà di questa
pubblicazione che, come altre del genere, si presenta subito ricca di documentazione,
.sobria di rilievi e di apprezzamenti, obbiettiva, e, diremmo quasi, tacitiana.
In questo primo volume si narra dell'opera compiuta dalla Grande Silenziosa nel periodo che va dalla Pace di Losanna alla guerra italo-austriaca. E per questo il volume reca l'appropriato sottotitolo: iVigilia d'armi sul mare . Pertanto esso rappresenta una premessa necessaria, e nel tempo stesso è l'annunzio ben gradito di una vasta narrazione storica che verrà continuata e compiuta dallo stesso ufficio, e che riguarda la gesta della nostra gloriosa marina durante la grande guerra.
La Vigilia d'armi si inizia come abbiamo detto, proprio all'indomani della guerra italo-turca e potrebbe anche chiamarsi un intermezzo di guerre questo tempo ohe va dagli ultimi giorni del 1912 alla primavera del 1915. Questa considerazione giova a far comprendere con maggiore evidenza quale e quanto sia stato lo sforzo compiuto
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