Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <675>
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Vita dell'Istituto
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da' candéle su grondi candelabri aveva una guardia di onore formata da quattro mili­tari dell'Arma dei RR, CC. in grande uniforma, fiancheggiala dai rappresentanti delia forze armate del Partito, del G.U.F., e dei Reduci della Grande Guerra. Ai piedi del catafalco, fra le corone offerte dalia Consulta e dal Comune si ergeva Iu piccola ban­dieratricolore, che sventolò por la prima in Cosenza, nella piazza dell'Intendenza, ora piazza del 15 Marzo. Alle ore 8,30 ebbe inizio la funzione religiosa, accompagnata dal conto di diverse voci e musica. Alla fine della funzione S. E. l'Arcivescovo recitò un discorso commemorativo.
Terminala la cerimonia religiosa con il concorso delle autorità civili, fasciste e militari e gran folla d'invitati, si formò il corteo diretto al Teatro Comunale. Quivi l'onorevole prof. Maurizio Maraviglia pronunciò una eloquente orazione celebrativa Circa il mezzogiorno, le autorità, gli invitati Con un largo seguito di popolo tornarono al Duomo, donde fu rilevata la cassetta con i resti del martire Vcnerucci, portato a braccio dai Volontari reduci di guerra. Il magnifico corteo, fra cui brillava la piccola bandiera del 1844, portata e scortato dal G.U,F,VJ9Ì avviò alla stazione ferroviaria, attraversando per intero la vecchio città, fra due ali di popolo commosso che lanciava fiori sulla cassetta del Martire. Alla staziono i restì del Venerucci furono deposti sul carro appositamente addobbato a lutto, con le corone dello Consulto e del Comune, ed avvolti nel tricolore. Alle celebrazioni assistè anche uno rappresentanza del comune di Rinùni con a capo il vice podestà, il Gonfalone, arditi, garibaldini e volontari di guerra.
Nel pomeriggio poi, la Consulta provvide alla tumulazione deiresti dei dieci Martiri Cosentini nel monumentino custodito nella Cattedrale sul quale fu apposta la seguente epigrafe:
D.O.M.- Nel XV anno dell'Era Fascista - II dell'Impero: XGIII del loro Martirio I Resti mortali dei precursori della Patria riscossa spenti nel 1844 nel nome sacro d'Italia I cosentini composero e al cospetto di Dio per la libertà e grandezza della Patria Imperiale I venerati Eroi pregano .
Della celebrazione botino parlato largamente la Cronaca di Calabria del 14 marzo u. s. e Calabria Fascista del 15 marzo.
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FORLÌ. - II Comitato di Forlì del nostro Istituto ba partecipato alle solenni onoranze tributate alle ceneri di Giovanni Venerucci, rese dopo novantaquattro anni dal martirio, a Rimini Togliamo dal Popolo di Romagna del 20 marzo u. s. la relazione della cerimonia.
K Rinùni fascista, tutta raccolta nelle vie e nelle piazze, in ogni strato pervasa da commozione profonda e da un indicibile senso di austera poesia, ba salutato con l'im­peto romano della nuova Italia i resti mortali di Giovanni Venerncci.
La città natole ha serbato al suo degno Figlio gli onori del trionfo, come a Colui che immolando coi Fratèlli Bandiera e Consòrti nel vallone di Rovito l'ardente giovinezza, presagi e volle il luminoso divenne della Patria risorta. Egli è tornato al suo popolo dopo 94 anni dal sacrificio glorioso, vivo più che mai nell'anima della folla do cui sorti, di questa folla vibrante d'ardore e di fede nei segni del Littorio. Ai nostri sguardi davanti all'orna cineraria dell'Eroe, sono passate legioni di combattenti, di cospiratori, di condottieri che per generazioni, dagli albori del Risorgimento, lottarono per rendere l'Italia Ubera e contribuire alla sua grandezza futura.
E onoro grande spetta alla Rinùni patriottica, ncll'aver voluto che Giovanni Venerncci tornasse alla terra che lo vide nascere, dove combattè le prime lotte del riscatto e di dove parti verso la morte e la gloria.
Fino dalle prime ore del 19 corrente un intenso movimento animava le vie. La stessa commossa esultanza era nei volti, come la sera del 17 corrente quando i resti del Martire, con la scorta dei volontari e di tutte lo autorità cittadine, giungendo do Cosenza erano deposti nella Coppella votiva dei Caduti nel Tempio Malatestiano. Un