Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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751
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Dall'eccidio di Beilul alla questione di Raheila 751
mostrare le migliori disposizioni d'accomodamento, facendo solo resistenza in un punto, quello, in cui si trattava del decoro e della sicurezza della nazione, lasciando, invece, che la parte più. interessata nella faccenda si opponesse fermamente alle richieste anglo-italiane. Stare a vedere lo svolgimento della vertenza, ed intervenire nel momento opportuno, a favore delle potenze europee, se la questione era perduta per l'Egitto; sostenere invece il nazionalismo egiziano, se la situazione generale si fosse presentata favorevole alla tutela degli interessi ottomani.
Il 28 novembre il Malet, dal Cairo, annunziava al Granville di avere presentato a Mustafa Fehmi, Ministro degli esteri nel gabinetto Scerif, il progetto del trattato per Àssab, e di avergli esposto le ragioni per le quali il Governo inglese ne raccomandava l'approvazione;1} ne aveva ricevuto l'assicurazione di un sollecito esame e di una pronta risposta. Però il diplomatico kediviale non aveva potuto nascondere al collega britannico la penosa impressione sua e di chi avesse conosciuto il passo inglese, per aver dovuto constatare come il Regno Unito, difensore, fino a quel momento, della integrità del principato egiziano, si fosse fatto, ora, a sostenere il partito contrario. Quale sarebbe stato, in tutto il decorso della pratica, il contegno dell'Egitto, fu compreso dal Malet, il giorno dopo, in cui ebbe un lungo colloquio, con chi effettivamente dirigeva la politica estera del vicereame, Tigrane bey. Questi dichiarò al rappresentante britannico, che il territorio in questione era stato ceduto all'Egitto per un Firmano del Sultano, in seguito al pagamento di una notevole somma o tributo che dir si volesse: che il progetto del trattato non faceva alcuna parola di un compenso, che dall'Italia si sarebbe dovuto corrispondere allo Stato del Kedivè. In ogni modo non poteva l'Egitto decedere dal principio della sovranità; e non si illudeva sulla sistemazione, che l'Italia avrebbe dato ad Assab, quando l'avesse
1) Blue Boolt, Asaab, id., doc. 127, p. 109.
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