Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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753
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DalVeccidio di Beilul alla questione di liaheitu 753
Rubattino, per concederle il mezzo di un maggiore acquisto
di terre, e privilegi economici: ma non poteva transigere sopra
il principio della sovranità e giurisdizione territoriale.1} II
Memoriale, presentato al Malet da Scerif pascià, in data 6
dicembre 1881, riepilogando tutta la vertenza diplomatica
italoegiziana concludeva che il Governo egiziano
n'a pas qualité pour alicner un territoire formant partie de 1* Empire ottoman, de mèrae la Sublime Porte tiendra sans doute à conserver iutact les Firmans Impcriaux auccessifs, stipulaut des tributs spéciaux par lesquels la Baie d'Assab, ainsi que le restant de la cote occidentale de la Mer Rougc, relèvent du Kbédivat d'Égypte. Il en résultc que, malgré les sentiments de déférence envers leGouvernement de Sa Majesté Britanni <jue, et malgré tout son désir de répondre favorablement au conseil amicai qui luì a été adressé, le Gouvernement de Son Altesse ne saurait souscrire à une Convention concue daus les termes de celle qui a été so u mi se à son acceptation.
Tutto ciò cbe il Governo egiziano poteva fare, per coerenza con il desiderio di conservare amichevoli relazioni con le potenze interessate, consisteva, si come Tigrane bey aveva accennato, ad aprir negoziati con la Compagnia Rubattino. Del che non avrebbe potuto cbe compiacersi il Governo italiano il quale aveva più volte affermato, che M. Rubattino avait opere les acquisitions faites à Assab pour son propre compte et que l'Italie ne s'en prevaudrait jamais, qu'en vue d'un caractère purement commercial et scientifique .2)
Era un ricondurre la questione al punto di partenza, oramai divenuto un punto morto, per la intransigenza egiziana e
i) Blue Book, Assab, cit., doc. 132, p. 113.11 Malet a Lord Cranville, 7 dicembre 1881. Non si comprende il telegramma inviato dal De Martino al Mancini, il 5 dicembre 1881, nel quale diebiaravasi cbe l'Egitto non avrebbe fatto altro che eseguire il risultato dei negoziati in Costantinopoli, e cbe quindi si poteva bene sperare. Questo aveva il Malet confidato al nostro Console generale al Cairo. Probabilmente il rappresentante britannico credeva, cbe le proteste di Tigrane bey avessero un valore di protesta formale e cbe al Cairo si sarebbe obbedito, più cbe al Sultano, alla volontà inglese; o stimava, con eccessiva bonomia, la situazione internazionale in Costantinopoli, supponendo cbe si accedesse alle richieste delle grandi potenze ed a queste si sacrificassero nuove terre del vacillante impero. (Libro Verde, Assab, cit.,
doc. 112, p. 118).
2) Blue Book, Assab, cit., doc. 141, p. 117 e segg., annesso 1.