Rassegna storica del Risorgimento
BEILUL ; RAHEITA ; COLONIE
anno
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1937
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pagina
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755
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Dall'eccidio di Beilul alla questione di Ràheita 755
potevasi prevedere quale contegno avrebbe assunto la Porta in un caso siffatto, e, nella migliore ipotesi, non era calcolabile quando avrebbe avuto fine la spinosa faccenda una volta che se ne fosse impadronita la diplomazia ottomana, nota per speculare sul tempo per il proprio vantaggio.
Di questi fatti si preoccupò vivamente il Mancini. Per quanto il Granville l'avesse assicurato, per il tramite del Paget, che non doveva affannarsi per tutto ciò1} e [che le cose avrebbero, in breve corso di tempo, presa miglior piega, egli vide nella richiesta egiziana alla Turchia il maggiore impedimento alla riuscita della faccenda. Da un lato, egli non sapeva spiegarsi la contraddizione tra le speranze dategli dal Malet, per il mezzo del De Martino, ed il memorandum del 9 dicembre 1881: dall'altro, comprendeva che il Sultano, non potendo ricusare il suo aiuto a' proprii popoli e vassalli, non avrebbe mai concesso, dato anche la speciale condizione, quel consenso che in un primo momento aveva fatto sperare, e che ci era necessario per consolidare la nostra posizione di potenza coloniale e di nazione mediterranea. Egli si affrettò a parare il colpo. Al Menabrea ed al Corti scrisse immediatamente, perchè controbattessero le manovre egiziane, facendo comprendere tanto al Foreign Office, quanto alla Sublime Porta, che le richieste italiane, così limitate, non intaccavano la sovranità turca e la egiziana nelle regioni della costa occidentale del Mar Rosso, dove esse esistevano, ne potevano danneggiare gli interessi della potenza europea più interessata. Contemporaneamente, egli compilò un memorandum, in risposta a quello egiziano. Due ne furono i punti essenziali. Primo, dimostrare la infondatezza della proposta di
i) Il Paget, che a Roma conosceva uomini e cose, era stato incerto se informare o no il Mancini del memorandum egiziana: mail Granville, il 13 dicembre, gli rispon-deva che sopisse le preoccupazioni perchè egli aveva piil di una ragione per credere che le pratiche avrebbero preso, presto, una piega favorevole. (Blue Book, Assàb, cit., Paget a Granville, 9 dicembre 1881, doc. 133; iti. a id., 12 dicembre 1881, doc. 136, p. 114; il Granville al Paget, 13 dicembre 1881, doc. 137, p. 115).