Rassegna storica del Risorgimento
AVELLINO ; MOTI 1820
anno
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1937
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pagina
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787
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Memoria medita sulla preparazione dei moti costituzionali,, ecc. 787
Di folti sotto l'aspetto dì volere organizare i Rcgiui.11 de' militi si proposero di stabilire i Maggiori, o Capitani su de' quali essi potevano fidare, D. Giuseppe Marini, ch'era stato Proc." Gole della Corte Criminale della Provincia, e che conosceva tutti i soggetti ai quali si poteva affidare l'oggetto della Rivolo."" propose a Pepe i Capitani de Circondarj. Usci Pepe in giro, accompagnato dal Consig,** d'Intendenza de Luca, e con costui si stabili, che ogni Capitano avesse dovuto proporre gl'uffizioli, e sot touffiziali, e farli Carbonari, e questi far Carbonari tutto il resto delle rispettive Compagnie, come fu eseguito. Lo stesso'venne effettuito da Capitanata per mezzo di Rodino Sotto-In tenti.'" di Sanse vero, e di De Rosa dimesso Colonnello del Rcgim.1" de' militi di Foggia, e Mazzfllo Capo Battaglione ebe fu sostituito all'onesto Cavaliere De Rosa di Foggia, che non essendo della loro pasta, sotto calore di mancanze di servizio, Pepe l'obligd a rinunciare, e lo fece metter sotto giudizio.
Organizati cosi gli affari, si proposero dopo l'assicurazione, che i Rcgim." delle due Provincie di Principato Ultra, e Capitanata eran tutti Carbonari, e che el menomo ordine si sarebbero uniti a marciare. Pepe fece delle replicete riviste, e le fece vestire, ed armare sul piede di guerra, in modo ebe al semplice segnale avessero potuto marciare.
Valia, De Luca, de Comiliis, Marini, Mancini, D. Modcstino Bianchi di Merco-gliano. *) il Capitano Anzuoui, 2) jj Capitano Clemente di Montella,9) il Maggiore Florio di Ariano,4) il Mag.re Alvino,5) Bianchi di Lioni, 6) Giannuzzi di Font a n arosa.
M Mori esule in Roma nel 1826 di appena 34 anni.
2) Nativo di Napoli domiciliato a Dogana vecchia di Scrino, di sentimenti liberali fin dal 1799. Capitano dei militi e cospiratore, nella reazione per sfuggire al mandato di arresto porti il 30 ottobre 1822 per Livorno, donde passò a Marsiglia, Losanna, Roma. Ebbe la grazia sovrana nel Consiglio di Stato del 5 aprile 1831.
3) Organizzatore in Montella della Vendita La Costanza Trionfatrice. Da Roma il 10 settembre 1825 sospirando di riabbracciare le sue cinque figlie femmine unico oggetto del suo amore supplicava S. M., che nel Consiglio di Stato de' 26 luglio 1827 si degnò permetterne il rimpatrio. In un anonimo si diceva che fosse stato aggraziato mercè il pagamento di 3500 ducati e lo stesso si assicurava essersi praticato dall'ex capitano dei militi Francesco Bianchi di Lioni. In certo modo si scovri l'autore dell'anonimo, ma chiamato fu negativo.
4) Domenico Florio fu nella reazione del primo contingente di espatriati che respinti dallo Stato Pontificio approdarono a Tunisi, donde egli passò nell'isola di Mobon, di qui a Tripoli, poi di nuovo a Tunisi, di dove rimpatriò nel marzo del 1831.
5) Amato Alvino, legale di A ndretta, era Maggiore del Battaglione dei militi di S. Angelo de' Lombardi e 1 Assistente nella Vendita Carbonara del suo paese. Nella reazione profittò di un 1 ih ero passaporto,'ma respinto al confine Pontificio fu imprigionato in Napoli. La Gr. C. Speciale Delegata da Sua Maestà a giudicare coloro che colle armi eransi condotti nei luoghi di rivolta, quali Avellino, centro di tutte le operazioni dei ribelli, Moni eforte. Laura e strada consolare di Benevento, sentenziando il 20 agosto 1825 sui 54 imputata, non trovava per questo Maggiore Alvino pruove sufficienti per convincersi del misfatto di lesa Maestà.
6) Francesco Bianchi possidente di Lioni, Capitano dei militi e Carbonaro, nella reazione fu di quei 22 irpini che, espatriati, il 5 dicembre 1822 nonostante la vigilanza più oculata riuscirono ad entrata in Roma. Fu compreso nell'Atto di Sovrana indulgenza del 18 dicembre 1830.