Rassegna storica del Risorgimento
AVELLINO ; MOTI 1820
anno
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1937
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pagina
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789
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Memoria inedita sulla preparazione dei moti costituzionali, ecc. 789
della conoscenza, e della fiducia in essi. Siniscalchi 1) poi benché destinato Giudice Civile in Cosenza si mandò in Avellino, perchè questo Soggetto poteva essere più naie in quella Provincia dove aveva delle conoscenze, e dei lapponi dei parenti e di altri Carbonari suoi confidenti.
Intanto le operazioni, e le anioni Carboniche erano si publiche che non vi erano angoli della Città di Avellino, casa di campagna dello stesso Lenimento, ed in tutta la Provincia, che non si facessero arrollamenti, ed armamenti.
Il Giudice D. Giulio Ruggiero che non ostante era stato preso in sospetto, e che su di lui si vegliava, credendosi che tutto avesse fatto sapere al Governo, continui colloquj all'oggetto teneva col Vescovo di Avellino Monsig.ro Ciavarria, e si medi* tava da ambi come si poteva il tutto far arrivare all'orecchie de suoi ministri Medici e Marchese Tornatasi, senza metterlo in carta, o venire in Napoli per dirlo a voce, giacché sarebbe stato sofficiente farlo uccidere se il menomo sospetto fosse entrato nei scellerati, che Ruggiero, e Monsig.ra uggivano contro i loro proggetti.
Infatti fortonatamente passò per Avellino l'attuale Arcivescovo di Bari Monsig. Coppola, e Mons, Ciavarria per mezzo di costui a voce mandò a dire tutto al Marchese Tommasi, a che dall'Arcivescovo sud. fedelm.1* fu portata l'imbasciata, e perchè essendovi stata un'imbasciata tra lo stesso Monsig." Ciavarria, e l'Intend.1* Sant'Agapito su di altre notizie venute a costoro, e date da Ruggiero a Monsig.1*. L'Intend.'0 si portò in Napoli, e colla viva voce disse tutto al Marchese Tommasi, e ciò che si gli era mandato a dire da monsig.1* Ciavarria, per mezzo dell'Arcivescovo di Bari, al che egli rispose che fedelmente l'Arcivescovo di Bari gli avea detto tutto, e che da lui si sarebbero presi gli opportuni rimedij facendo tutto presente a S. M.
Gli affari si andavano ingrossando da giorno in giorno, e nulla di buono si vedeva, per cui essendo venuto in Maggio 1820 il Giudice Ruggiero in Napoli pensò di andare da S.M., e dirgli tutto; ma siccome la M. S. si trovava nel campo di Sessa, ed Egli dovea ritornare in Avellino, perchè BÌ era appartato dalla residenza senza concedo, ne rimase incaricato il Capitano D. Dom, Petroli, che l'assicurò posteriormente che per la posta aveva fatto pervenire a S. M. più anonimi indicandogli i fatti che si potevano domandare tanto allo stesso Giudice Ruggiero, che a Monsig. Ciavarria, giachè l'Intend.*0 uffizialm.18 l'aveva praticato col Marchese Tommasi non solo con replicati rapporti, ma anche con la voce per mezzo del Seg. Gen.1* D. Nicola Lucente 1112) di quell'Intend.1* mandato di proposito al sud.0 marchese Tommasi per fargli conoscere maggiormente il pericolo in cui si era.....
In questo stato di cose attivissima era la corrispondenza che i rivoluzionnrj di Salerno tenevano con quelli di Avellino, e con Pepe, in modo che li portoron finanche
1) Luigi Siniscalchi aveva servito, prima di essere Giudice, nel ramo di Polizia; nel nonimestre costituzionale fu nominato Consigliere di Pubblica sicurezza. Segretario generale di questo Consiglio, in ultimo Presidente interino del medesimo. Benché esonerato nella reazione continuò a prestar servizi al Sovrano di... confidente, per cui aveva sovvenzioni segrete. Per tali benemerenze verso la fine del 1832 fu reingrato nella Magistratura.
2) Nicola Lucente di Catanzaro, Segretario Generale dell'Intendenza di Avellino allo scoppio dei moti, dopo, alla riuscita di essi fu nominato Intendente della provincia di Teramo. Nella reazione riparò a Barcellona, donde peregrinò a Madrid. a Siviglia, a Tangeri nel Marocco, a Marsiglia, a Montpellier.