Rassegna storica del Risorgimento

AVELLINO ; MOTI 1820
anno <1937>   pagina <790>
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Vincenzo Cannaviello
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la Patente di Capitan Gcn.,e dell'Esercito rivoluzionario}; e che non' avendolo ritro-vato in Avellino, gli fu portata iu Napoli, fatto clic essendosi appurato dal Giudice Ruggiero, lo fece subito noto a Monsig. di Avellino., per; farlo sapere all'Intende.1* S. Agapito, giacché por allontanare dall'idea de' Rivoluzionari, qualunque sospetto di comunicazione, ohe vi avesse potuto essere direttamente, tra Ruggiero e l'Intend.**, tutto se gli faceva sapere per mezzo di Monsig.n nella di cui casa l'Intcnd." andava ad udire la messa.
Fu. pertanto traslocato Pepe col Comando in Calabria, e De Conciliis in Abruzzo. Mille, e mille pretesti BÌ presero da costoro per non partire, e D. Carlo Giudice De Simone, non lasciò mezzi e con Tommasi, ed altri perchè si fossero avocati gli ordini perchè conoscevano bene, che l'allontanarsi costoro portavano ttn discapito alla Con­certata Rivoluz.*8, e sebbene gli ordini non si fussero rivocati, pure tanto tempo si prese, che giunse il tempo dello sviluppo.
Erano gli affari in questo stato, allorché lo stesso Monsìg.n Ciavarria seppe per canali sicuri, che non volle svelare al Giudice Ruggiero; fosse per meticolosità di sua coscienza, che nella Prov."1 di Avellino si reclutavano i Carbonari per ordine, e con denaro del Cav. Luigi de Medici, e Marchese Tommasi,1) ma che egli non lo credeva, che questi due Soggetti fussero arrivati a tanto eccesso, giacché qualunque ne fusse stato l'esito, un funesto avvenimento sempre avrebbe ad essi prodotto triste conseguenze; al che rispose Ruggiero, che questa parte di raziocinio più a
) Su questo equivoco contegno dei Ministri Medici e Tommasi vedi le Memorie del Maggiore Antonio Stassano, manoscritto della Società Napoletana di Storia Patria; ancora in U Risorgimento Italiano (Torino,, fase. IV, ottobre-dicembre 1924) l'arti­colo Al Congresso di Lubiana ...il Canosa tre volte scrisse a Ferdinando annunzian­dogli la rivoluzione che si preparava; tutti gli Intendenti, BottoIntendenti e funzio­nari realisti avvertirono il Ministero (della Polizia, allora tenuto dal Medici) dello scoppio imminente, alcuni recandosi in persona a Napoli per avvisarlo a voce, e circa 40 giorni prima della ribellione di Nola si ebbe formale denunzia della congiura... . E Michelangelo Sciupa accenna al susurrare, nell'aprile del 1819 quando il Metter­meli era in Napoli con la Famiglia Imperiale, d'una trama diabolica ordita allora tra Metternicb e Medici. Contrariato cioè il ministro austriaco dal veder qui mante­nuta tanta parte di novità francesi bandite in tutto dal resto d'Italia avrebbe insinuato nel ministro napoletano la convinzione che occorreva far nascere tal tram­busto da fornir pretesto all'Austria d'intervenire e restaurare in tutta la sua pienezza i vecchi sistemi. A questo fine, il Medici avrebbe lasciato campo Ubero ai Carbonari. E, in verità, il contegno governativo, di fronte all'agitazione liberale in genere e alla opera della setta in ispecie, varrebbe a dar credito alla diceria... Eccovi qualche esempio: Monsignor Lnpoli, arcivescovo di Campagna, con quel sottintendente Cipriani vennero apposta a Napoli, per informare il ministro del movimento liberale o settario in quel distretto; ma non potettero ottenere un'udienza. Il principe Sant'Agapito, intendente d'Avellino, mandò per la sua provincia avvisi della stessa natura; non ricevette risposta. Avvenne anche altro. II prefetto Patrizi rivelò personalmente al re l'imminenza d'un rivolgimento, della presentazione da parte dei generali, di una carta, che il re avrebbe dovuto firmare, se intendeva mantenersi sul trono; gli esibì i nomi dei capi della congiura. Il re ne parlò a Medici e a Tommasi: si seppe che avesse detto che qael Patrizi Io facevo morir di spavento. I ministri ne montarono in furore contro il Patrizi: lo chiamarono pazzo e gli tolsero l'impiego . M. SCHIFA, Cause e importanza della Rivoluzione napoletana del 1820 in Archivio storico per lo Prov. Napol., anno 1920, pag. 120.