Rassegna storica del Risorgimento
AVELLINO ; MOTI 1820
anno
<
1937
>
pagina
<
791
>
Memoria inedita sulla preparazione dei moti costituzionali, ecc, 791
lui
competeva che era un Criminalista, che a Monsig." Teologo, perchè le quiescenze
de sud.1 Soggetti, ed il non darci riparo, dopo di essere stati sempre avvisati, faceva
conoscere che essi erano nel concerto sedizioso, mentre se non si fossero stati, vi
avrebbero dato riparo, che anzi garantirlo, e protegerlo sotto colore di disprezzo.
Succeduto lo sviluppo a 2 luglio 1820; D. Cesare Parisi, Tenente graduato di
Forino, paese vicino Avellino, e conoscente di Ruggiero, dopo di avere osservato
che la forza de* ribelli in Monteforte era debole, e senza coraggio, pensò portarsi
in Napoli per avvertirne il Governo: si risolse dunque da Ruggiero, e Parisi, che il
secondo per le strade de Boschi, e per dove non poteva essere scoverto, si fusse subito
portato in Napoli per assicurare così il Governo, che i Rivoluz.d oltre di esser pochi,
erano tanti vili, che al falso allarme sorto per la fuga di un cavallo, si erano dispersi,
perche credevano essere arrivata la truppa da Napoli contro di loro, per cui avevano
buttate le armi, ed erano tutti fuggiti, abbandonando i posti, onde qualunque forza
ai fosse spedita in sua unione, dandogli ancora un carattere, egli avrebbe unite delle
persone ancora di sua fiducia, e sarebbe stato sicuro di distruggere, e porre in fuga
H ribelli.
La mattina de* 4 Luglio Parisi giunse in Napoli, e si diresse da Giampietro, *) a chi fece noto l'intiero stato delle cose, ed il proggetto meditato. Giampietro al momento se lo pose in carozza, e lo portò in casa del Duca d'Ascoli, in dove furono riuniti ad esso lo stesso Ascoli, Medici e Tommasi, e dopo lunga discussione, fu risoluta eie tutto sarebbe fatto sapere a S. M. per mezzo di Fruii, e si appuntò che il giorno appresso si fossero portati in casa di Medici, Giampietro, e Parisi, perchè colà avrebbero trovati anche Ascoli e Tommasi, e gli sarebbe stata data la decisiva risposta.
Tanto fu eseguito, ed invece della risposta si tenne un'altro abboccamento sullo stesso oggetto, per cui Parisi capì, che niente ancora s'era detto a Prilli per farsi sapere il tutto a S. M., onde bisognava ritornare nello stesso giorno alle ora 22 da Medici per sentire la risposta precisa, e le cliffinuitive risoluzioni.
Non mancò Parisi di adempire alPappuntam.10, ed essendosi portato lo stesso giorno alle ora 22 da Medici, questi freddamente li disse che niente vi era a fare, perchè il Re non voleva sangue.
Ritornando alle operazioni de' ribelli del giorno tre, e mentre molti Avellinesi si erano uniti con Morelli in Mercogliano la sera de 2. in dove avevano ricevuto da D. Modestino Bianchi tutto l'accoglimento, ed i viveri per loro, e i cavalli di colà si portarono tutti la notte med.1"* in Monteforte, ed occuparono la strada consolare che conduce in Napoli.
La mattina de' 3 parti d'Avellino Lorenzo de Gonciliis con diverse compagnie di militi radunati al momento per mezzo del giro fattosi fare da un tal Ranucci di Avellino 3) spione de Carbonari, fingendosi che questa forza andava ad attaccare Morelli, ma l'oggetto si era che essendosi speditola stessa mattina de 2. da De Gonciliis
1) Francesco Giampietro, direttore di Polizia a riposo, la notte degli 11 febbraio 1821 da fanatici Carbonari fu strappato dalle braccia de* nove figli e quasi all'uscio di sua casa barbaramente trafitto da 42 colpi di pugnale.
2) Saverio Ranucci, ebanista, uno degli accennati 6 rappresentanti del Popolo che il 3 luglio esigevano dall'Intendente che ai promulgasse la proclamata Costitu-rione. Da Tenente legionario si recò negli Abruzzi a respingere gli Austriaci Morì esule a Tunisi negli ultimi di febbraio 1830.
18