Rassegna storica del Risorgimento
AVELLINO ; MOTI 1820
anno
<
1937
>
pagina
<
792
>
792
Vincenzo Cannaviello
l'aggiutanto di Pepo Cirillo por Napoli, si aspettava costui per sentire gl'ordini segreti di Pepe, o che egli stesso foBse ritornato in Avellino per mandare in effetto il concerto
H passo di Montcforte era da ribelli impedito a tutti, ma Cirillo vestito in grande uniforme cavalcato ad un cavallo della posta, passò subito, anzi Morelli lo fece accompagnare da' suoi soldati, fino passato il ponte tra Monteforte, e Magnano.
Non vi fu bisogno di aspettare il ritorno di Grillo, perchè prima di costui la stessa mattina 3 giunsero da Napoli nella med," carozza il Giudice D. Luigi Siniscalchi, il Giudice Crimiunlc D. Carlo de Simone ed il Seg. Gen.' dell'Intend." D. Nicola Lucente, e costoro dissero a De Conciliis che si fusse unito a Morelli, ed avessero marciato sopra Avellino per proclamare la Costituzione, perchè tutta la Truppa in Napoli si era smascherata, ed il Governo per timore l'aveva fatta rinchiudere ne* Castelli, come infatto dopo circa un'ora dopo l'arrivo di questi tre degni Soggetti in Avellino* giunse Morelli colla sua truppa, accompagnata da molti rivoluzionar} Avellinesi, ed a militi delle tre compagnie di Avellino, Atripaldi e Mercogliano.
Uscirono all'istante diverse bandiere tricolorate dalle case di D. Nicola Im-bimbo, *) Marini, Mancini, ed altri rrvoluzionarj che dovevano essere da più tempo lavorate, e proclamano la Costituz."-
Si pretendeva che l'Intend.te Santo Agapito avesse scritto in Ariano, per fare andare in Avellino un convoglio di danaro, che veniva dalle Puglie di circa docati 30 mila, e che colà si era arrestato dal Maggiore Florio per non farlo rubare per strada, per darsi a quei rivoluzionarj,2) mal'Intend.*6 non volle farlo, dicendo che egli mai amerebbe fatta fare la guerra al Rè collo stesso suo danaro, per cui fu preso di mira, e posto in arresto per ordine di De Conciliis, pigliando la firma il Seg. Gen.to Sìg. Lucente. In questo frattempo giunse la notizia che da Napoli era partito Cari-ascosa con molta Truppa, ed artiglieria, per attaccare i ribelli, e per essere ad investire Avellino. Questa notizia fu di spavento a tutti, per cui corsero a guardare il passo di Monteforte, quello della Laura sulla strada di Salerno, ed altri posti da dove poteva sboccare la Truppa reale. D Colonnello Campana già era entrato in Solo-fra. ed i ribelli erano fuggiti da quei luoghi; ma come parte de' Soldati di Campana si erano disertati, ed uniti a ribelli, ed a circa ottanta soldati di Cavalleria, che erano in Nocera, si erano fatti disertare da D. Ignazio Cataneo aggiutante, e nipote del
1) Capitano della Civica, in Avellino nel 1808, sotto il comando del Colonnello napoleonico J. L. S. Hugo padre del celebre Victor Hugo, fu anche lui dei 6 rappresentanti del Popolo a domandare nel 3 luglio 1820 la sanzione sovrana della proclamata Costituzione. Nel suo casino del Vasto si riunivano spesso i settari. Marciò da Maggiore dei legionari negli Abruzzi contro gli Austriaci. Nella reazione, respinto dallo Stato Pontificio parti, alla fine del marzo 1823, coi figli Tommaso e Giuseppe per Corfu. Usufruì dell'editto di grazia del 18 dicembre 1830 nell'estate successiva. Nel 1834 per i debiti contratti durante il lungo esilio dovè alienare al sig. Mario Capozzi hi sua bella tenuta del Vasto.
2) In un manoscritto inedito, del tempo, di Giuseppe de Jorio di Paterno, Tenente dei militi e cospiratore liberalo dalla prigione il 23 settembre 1826, ho potuto leggere: ti ...nell'is tesso di 5 (luglio 1820) pervenne in Avellino il battaglione di Ariano comandato dal maggiore Florio, il quale prima avea trattenuto in Ariano il (indecifrabile) del Tesoro in 18000 ducati, senza del quale la massa non avrebbe potuto durare un sol giorno, giacché i Carbonari e militi vedendosi senza questi sarebbero tatti disertati.