Rassegna storica del Risorgimento

AVELLINO ; MOTI 1820
anno <1937>   pagina <795>
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Memoria inedita sulla preparazione dei moti costituzionali) ecc. 795
avesse spedita una staffetta con lettera a Pepe, che affatto non fosse accostato io Avellino, né nella Provincia, perchè sarebbe stato trucidato lui, ed i suoi segnaci, e li soggiunsero, che se Marini non esigueva [eseguiva] il tatto sul momento avrebbero principiato da lui.
Gozzi si uni ai principi di Taglè, e Francese, fecero chiamare l'altro Deputato D. Tomaso de Gonciliis, *) che lo trovarono dctt'is tessa idea, per cui uniti tutti spedirono i due deputati Gozzi, e De Conciliis dall'Intendente Marini, i quali non partirono da lui se non viddero spedita la staffetta a Pepe, con la lettera, che non accostasse in Avellino, e nella Provincia, perchè sarebhe stato massacrato lui ed i suoi seguaci. Dopo di tutto ciò il numero per lo discaccio di Pepe si aumentò e si uni a' primi quattro.
Pepe non volle risalire dalla sua frenesia, e lusingandosi di persuadere che [chi] si opponeva al suo progetto, spedi in Avellino il sedicente Bozzelli da Salerno, che crede d'imporre timore, e rispetto col carattere di Consigliere di Stato,2) perchè si fusse ceduto all'andata di Pepe.
Questo fu il momento più. terribile, ma i quattro di sopra nominati, vi è più-animati dal Giudice Ruggiero, si chiamarono il Sindaco, e molti Dccurionati, e li fecero sentire che se al momento non andavano da Bozzelli, e li facevano intendere che subito fusse partito, già si era preparata l'uccisione di loro, dello stesso Bozzelli, dell* Intendente Marini, in casa di cui stava, e di quei pochi seguaci, che affiancavano il progetto di Pepe.
Al momento tutto fu eseguito, e fra due ore partì Bozzelli con la Posta per Salerno, facendo sentire a Pepe di dimetterne ogni pensiero su gli Avellinesi e suoi fidi Irpini, perchè le cose erano campiate, e bisognava solo salvarsi In pelle.
D Giudice Ruggiero, assodato questo interessante oggetto, lo scrisse subito in Napoli à Monsig. Ciavarria, ed al Cava." D. Giuseppe Palmieri, avendo tenuto con quest'ultimo per tutto il tempo della sedizione il carteggio sotto metafora, per darsi scambievolmente le notizie per farlo sapere con riserva a chi si conveniva, ma essi credettero di non parlarne, perchè i sediziosi del Parlamento potevano fargli del male, se l'avessero appurato.
1) Tommaso de Conciliis del fu Pasquale, legale, il 3 luglio 1820 dal Sindaco e Decurionato fu eletto componente la Guardia di Sicurezza interna, e poi, altresì, componente quella Deputazione, che aveva a capo l'Intendente Gius. Marini, la quale il 5 ottobre 1820 inculcava: a ...In un momento in cui tutta la patria è in armi per sostenere con generosi sforzi l'Indipendenza Nazionale lo Stato ha bisogno di risorse proporzionate al grande oggetto. La minorazione dei pubblici pesi, gli esiti straordi­nari e giornalieri per montare un'esercito... hanno esaurito il pubblico Tesoro. Una somma da servire pel movimento de' veterani, e de' coscritti fino all'arrivo nei depo­siti rispettivi, una somma per pagare il carlino al giorno alle famiglie de* Congedati, e per sostenere il servizio de* militi nella propria Provincia, è tutto quello che la padria richiede da noi in questo momento... La Deputazione... crede che la nostra Provincia che ha elevato il primo grido d'indipendenza non debba essere l'ultima nella generosa gara... I Sindaci ed i Parrochi nella fine di ogni settimana cureranno di ritirare queste picciole somme dagl'impiegati e proprictarj ratizzati, e le verseranno in mano del Cassiere Comunale...'.
2) Francesco Paolo Bozzelli Consigliere di Stato per la Capitanata, secondo alcuni testimoni nel processo di Monteforte, venne in Avellino il 17 marzo 1821.