Rassegna storica del Risorgimento

DI GIACOMO GENNARO ; NAZARI DI CALABIANA LUIGI
anno <1937>   pagina <798>
immagine non disponibile

798
Luigi Ferrara Mirami
Cosi si mostrò nelle discussioni per l'abolizione del foro ecclesia­stico, per l'introduzione del matrimonio civile, per la soppressione delle corporazioni religiose.
E fu appunto in quest'ultima lotta che egli riuscì a determinare quel violento movimento politico, che portò nel 1855 alle dimissioni del Cavour.
Non è qui il caso di richiamare le note vicende attraverso cui nel 1855 la famosa legge sarda sulla soppressione delle comunità reli­giose venne elaborata, discussa e faticosamente approvata fra stridente fervore di passioni ed avvenimenti gravi: sciagure nella Reggia, bagliori della guerra d'Oriente, difficolta finanziarie, tormentoso lavoro di orien­tamento fra le opposte tendenze politiche con larga ripercussione nel paese. Più che un episodio politico, l'avvenimento segnò un momento decisivo nella politica interna piemontese, osserva lo Jemolo. *)
Nella Camera dei deputati, Cavour era riuscito a superare l'oppo­sizione con un discorso, in cui aveva con abile avvedutezza messo in luce l'utilità finanziaria ed economica del disegno di legge. Ma al Senato l'opposizione fu più risoluta e più tenace. 2)
!) A. C. IEMOLO, // partito cattolico piemontese nel 1855 e la legge sarda soppres­siva delle Comunità religiose, in Riv. Stor. Risorg. Jial., fase. 12, Torino 191819, p. 35 e seg.
2) S. CruBRizzi, Storia parlamentare polit. e diplom. d*Italia, Milano 1923, voi. 1, p. 170 a 174 discussione alla Camera dei Deputati, p. 174 a 176 discussione al Senato; A. GOBI, Il Risorgimento italiano, Milano 1913, p. 154 e seg.; V. BHOFFEHIO, TI parlamento subalpino, Milano 1866-69, voi. 6, p. 843 e seg. Votazione alla Camera dei deputati, 1 2 marzo: 117 voti favorevoli e 26 contrari. Il 21 aprile mons. di Cala-biana presentò al Re una proposta conciliativa, formulata dallo stesso Calabiana, dal senatore Billet, arcivescovo di Chambéry e dal vescovo di Mondovì, mons. Ghi-lardi. Il 26 aprile la proposta venne presentata al Senato. Determinatasi la crisi ministeriale, il 1 maggio Cavour così si espresse al Senato: Ho l'onore di far cono­scere che in seguito ad una proposta stata presentata al Governo del Re, relativa alla legge sulla soppressione dei conventi e lo stabilimento di una tassa sopra alcuni enti religiosi, il Consiglio dei Ministri ha stimato opportuno di rassegnare le sue dimis­sioni alla Corona. La Corona ba creduto di dover accettare queste dimissioni, incari­cando ad un tempo il gen. Durando, attuale ministro della Guerra, della formazione di un nuovo Gabinetto... (p. 845): Il 4 maggio* il gen. Durando dichiara: ...Le mie trattative essendo state infruttuose, non mi rimaneva altra via che quella di rassegnare il mio mandato. S. M., dopo ciò. ba creduto opportuno di esonerarmi dall'incarico affidatomi e di richiamare presso di sé l'antico Ministero . Il progetto di legge, con gli emendamenti Des Amhrois-Collcgno, fu approvato dal Senato il 22 maggio, con 53 voti favorevoli e 42 contrari e ritornò alla Camera dei deputati ed approvato il 28 maggio con 95 voli favorevoli e 23 contrari. Il giorno dopo veniva data la sanzione dal Re. Il 30 maggio fu dichiarata ebrusa la sessione parlamentare.
3) R. DE CESARE, Roma e lo Stato del Papa, Roma 1907, voi. 1, p. 239: < Le opposizioni, tenaci e vivaci nella Camera Alta, erano alimentate, o reso quasi