Rassegna storica del Risorgimento
DI GIACOMO GENNARO ; NAZARI DI CALABIANA LUIGI
anno
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1937
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802
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802 Luigi Ferrara Mirenzi
nel suo animo fra l'ideale di patria e la religione, non ritenne contraddiente al suo ministero sacerdotale di partecipare ai lavori del Senato E nel 1864, discutendosi sul trasferimento della Capitale da Torino a Firenze, ebbe modo di esprimere la speranza che il magnanimo Pio IX, chiara or veggendo la condizione dell'Italia, tanto concepisca interesse per noi, che altamente proclami trovar egli nell'amore leale degli Italiani un appoggio ad ogni altro prevalente . Ma da questa serena sua visione di un'armonica unione dei due Poteri, egli ebbe aspra disillusione: conflitti col cardinale Arcivescovo di Napoli, censura papale nel 1876, privazione del vescovado. Proprio in quei giorni l'Osservatore Romano scriveva: Mons. Di Giacomo, già vescovo di Àlife, è senatore del Regno; e, come tale, ha avuto l'ardire di mettere il piede nella Camera dei Senatori qui in Roma, sotto gli occhi del Sommo Pontefice . *) Ma mons. Di Giacomo, anche dopo questi attacchi, continuò a recarsi alle sedute del Senato, se non con l'assiduità di prima, sempre con buona frequenza. Privo di risorse, accettò l'ospitalità offertagli dal Re a Caserta, dove, a 82 anni, il 1 luglio 1878 si spense, angelo della carità veramente evangelica , come di lui ebbe a dire il Tecchio, commemorandolo al Senato nella tornata del 13 luglio 1878. Vicende queste che si riannodano a fatti ormai lontani, nell'odierno nuovo clima storico, che ci ha dato di vedere, a conciliazione raggiunta, insigniti del supremo Ordine dell'Annunziata il cardinal Mani, nobile anima ed alto intelletto, ed il cardinal Gasparri, Accademico d'Italia ed insigne Maestro nel campo del diritto.
LUIGI FERRARA MIRENZI
una specie di seminario (istituito dal ministro Zurlo) di professori futuri nelle varie facoltà, composto di giovani di ottimo ingegno e di buona indole, che, imparando per dover insegnare, tenevano un luogo medio fra studenti e maestri. Nel 1820 fu assunto al sacerdozio. Dopo altri uffici, nel 1827 fu chiamato alla cattedra di zettorica nel seminario arcivescovile e v'insegnò per un triennio. Nel 1830 fu nominato professore di geografia e storia patria nel Collegio militare di Napoli; nel biennio 1832-33 sostituì il prof. Caterino nella cattedra di diritto canonico nell- Università, di Napoli; dal 1833 al 1836 fa lettore di poetica nel liceo arcivescovile; sul finire del 1836, parroco della Chiesa di S. Maria della Rotonda in Napoli; nel gennaio del 1849 vescovo di Piedimonte d'Alife. Parroco e Vescovo, non volle distogliersi dai vecchi amori alle lettere e dalle abitudini d'insegnanto. Negli anni della reazione, egli, d'animo mite e di sentimenti patriottici, si adopero a difendere ed a garantire or l'uno or l'altro dei suoi diocesani da sospetti e persecuzioni. !) Osservatore Romano, 12 luglio 1876, p. 3.