Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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804
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804
Ranieri Mario Cossàr
Quella dimostrazione patriottica sembra essere stata gradita da S. A. I., poiché dai vagoni del passante convoglio di corte venne risposto con un animato sventolare di fazzoletti.
E se il de Kiibeck faceva rilevare questa dimostrazione al consigliere intimo dell'imperatore, Ernesto barone de Kellersperg, voleva per lo meno dire che altre in Gorizia non gli erano state fatte.
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Il 24 loglio si era svolta una brillante scaramuccia contro gli austriaci in Visco, i quali nella ritirata avevano incendiato il ponte di legno sul Torre, presso Versa. Due giorni dopo, il 26, si era sviluppato in Versa un combattimento favorevole a sei battaglioni di Bersaglieri e tre batterie di artiglieria al comando del Generale La Forest, avanguardia del quinto corpo, Generale Raffaele Cadorna che avevano puntato su Romans, Farra (Borgo del Convento dei Frati) e Mossa.
La speranza dei goriziani, di poter venire liberati dal giogo straniero, mai era stata così grande, come in quel giorno. Dal castello di Gorizia, si poteva discernere l'avanzata dei liberatori, dagl'incendi che gli austriaci appiccavano alle case, nella loro ritirata.
Mai, come in quel giorno, si era sprigionata dai petti la canzone, che la mia ottantaquattrenne madre in questo momento mi ricanta:
Sul ciasciel di Gurìssa Inalsarin la bandera. Romparìn la zala e nera, E metarìn i tre colors ì
(Sul castello di Gorizia inalzeremo la bandiera, romperemo la gialla e nera, e metteremo il tricolore !).
Le giovanette avevano indossata la gonnella grigia e la blusa rossa con cravatta, per andare incontro ai fratelli.
Verso le 14 un allarme, dato a suon di tromba, aveva messo tutta la città in movimento. Gli ufficiali, acquartierati nelle case dei cittadini, adito quel suono, erano andati di corsa nella Caserma grande in Piazza Grande , da dove, poco di poi, erano usciti, per costringere i cittadini a rincasare, gridando: A casa! A casal.
Nel combattimento di Versa, gli austriaci avevano già lasciato 200 prigionieri, ma verso sera, giungeva purtroppo la notizia a Gorizia,, che l'Austria aveva concluso una tregua, per cui quella vittoria doveva rimanere infruttuosa e far deprimere le belle speranze;