Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <808>
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Ranieri Mario Cossàr
H 24 luglio, come vedemmo, erano avvenute le prime scaramucce tra le nostre truppe e quelle austriache, nei pressi di Versa; nello stesso giorno la principessa BacioccH faceva mettere a disposizione dei feriti la sua villa a Villavicentina, assumendosi pure la spesa per la cara dei feriti*
Il giorno 29, il pretore politico di Cervignano, che all'avvicinarsi delle truppe del Gialdini aveva abbandonato la sua sede, comunicava (64 P.) al luogotenente in Trieste che il nemico occupa assieme a Visco nelle vicinanze di Nogaredo, San Vito e Tapogliano e che ha fatto delle requisizioni a Perteole, Campolongo, Saciletto ed Ajeilo . H luogotenente gli faceva pervenire telegraficamente le istruzioni sul modo di comportarsi, dopo la tregua. Allo stesso luogotenente, il giorno 2 agosto, il Comando delle truppe in Gorizia faceva notare gli sconfi­namenti, presso San Valentino, della linea di demarcazione, da parte delle truppe italiane.
Una perquisizione, praticata il giorno 6 agosto, in San Valentino, nella casa di Giovanni Micheli e in quella di Carlo Venier era rimasta infruttuosa. La tregua non era peranco spirata che l'Austria passava già alle sue vendette.
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Il 7 agosto il Generale Gialdini segnalava nuove concentrazioni del nemico sull'Isonzo e faceva presente di agire immediatamente per sbaragliare tali forze. Il giorno seguente veniva però convenuto di prorogare la tregua, che sarebbe scaduta il giorno 10, sino alle ore 4 del giorno 11. Cialdini, in un telegramma a S. M. il Re, lamentava che la tregua del 26 luglio era stata funesta, poiché se in allora le forze avversarie erano di 40.000 uomini, l'.8 agosto erano tre volte di più ed il giorno 9, egli, ignaro forse del prolungamento della tregua, inco­minciava a ripiegare sulla destra del Tagliamento, per non essere sorpreso allo spirare della stessa.
Verso la mezzanotte, del 9 agosto, giungeva a Gorizia il Maresciallo arciduca Alberto, accompagnato da altri due arciduchi, dal grande maggiordomo conte de Braida, dal tenente maresciallo barone de John, dal colonnello conte Cappy e da una parte del quartier generale dell'armata, che risiedeva a Lubiana, alla quale seguiva poco di poi tutta la rimanente parte del quartiere generale.
Lo spostamento del quartiere generale, da Lubiana a Gorizia, diceva chiaramente che stavano maturandosi degli avvenimenti di grande importanza.