Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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812
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812
Ranieri Mario Cassar
Ma prima di proseguire più oltre nell'elencazione delle prodezze di quel corpo d'armati? fatta dal barone de Kellersperg, riepilogbe-remo quanto ci è noto sullo stesso, da alcuni documenti ad esso rifesentisi.
L'11 giugno venivano chiesti alla Luogotenenza in Trieste i distintivi per la Guardia . Consistevano questi di un bracciale bianco, sul quale era segnato il contrassegno del comandante di compagnia, si deduce da ciò che la Guardia vestiva in borghese.
Alcuni giorni dopo essa segnalava che, al traghetto dell'Isonzo presso Flava, si permetteva ai disertori e ad altra gente sospetta, di potersi andar a rifugiare sui monti, segnalazione che veniva pure confermata, alla fine di giugno, dal pretore politico di Plezzo, ove erano comparsi dei disertori e presumibili garibaldini.
Ciò induceva il comandante superiore della Guardia de Buschek a proporre parecchie volte alla Luogotenenza di aumentare il numero dei suoi gregari.
Il 15 luglio veniva segnalato, che per auspicare al successo delle armi italiane, che s'avvicinavano al Goriziano, si era tenuto un banchetto in Medea e gli atti giudiziali venivano passati al comando delle truppe.
Cinque giorni dopo il comandante della Guardia in Cormons, barone Michele Locateli! faceva pervenire una denunzia alla Luogotenenza in Trieste contro parecchie persone di Cormons, per le loro tendenze politiche italiane. Tra queste doveva pure essere compreso Giorgio Naglos, il quale aveva abbandonata quella borgata per recarsi in Udine, a salutare le truppe italiane al loro arrivo. Infatti un ordine della Luogotenenza diceva testualmente: Se ritornasse Giorgio Naglos è subito da internarsi .
Ciò premesso il pretore politico di Cormons, non trovava di meglio, per assicurare la borgata, che proporre al luogotenente l'armamento di tutto il popolo. Che le armi, in seguito a tale proposta, abbondassero in Cormons, lo prova anche il fatto che dopo la tregua, iniziata il 26 luglio, la Luogotenenza aveva impartito l'ordine alla Guardia di Cormons di consegnare 150 fucili a quelle dei distretti di Gorizia e di Tolmino, che ne abbisognavano.
Il rapporto de Kellersperg al ministro Belcredi, cosi continua:
Allorquando l'armata austriaca si era ritirata dal Veneto per concentrarsi in Gorizia, sì era preoccupati di sorvegliare i confini provinciali alpini specialmente i passi alpini, per evitare che la catena d'avanguardia dell'armata imperiale venisse aggirata. La Guardia comunale era stata incaricata di tale compito, che Io risolse in maniera soddisfacente sino alla conclusione dell'armistizio.