Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <822>
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Ranieri Mario Cassar
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Verso la fine della prima metà d'ottobre, compariva sogli albi comunali, uà manifesto che conteneva l'autografo imperiale, diretto al Ministro di stato, che doveva scatenare, qualche meseappresso, un duello oratorio in seno alla Dieta provinciale di Gorizia.
Diceva lo scritto imperiale:
Caro conte Belcredi!
Allor che Io col mio Manifesto del 17 giugno a. e. annunziava con profondo dolore ai Miei popoli l'inevitabile necessità di una guerra, per difendere ìl buon diritto dell'Austria, in quel grave momento i popoli risposero al Mio appello con lieta pron­tezza al sagrifizio, che riuscì di vera soddisfazione al Mio cuore fortemente angosciato. Confortante Mi era la consapevolezza, che in un passo di sì alto momento, Monarca e Popolo erano guidati dallo stesso pensiero, dallo stesso sentimento.
Gl'infelici avvenimenti, che seguirono poi sul teatro della guerra del Nord, i gravi sacrifizi che imposero al Mio Impero, non iscossero lo spirito di patriottica devozione nel popolo.
Nella capitale e in molte parti dell'Impero migliaia di persone impugnarono volontariamente le armi, sia per rinforzare le file dell'esercito, aia per formare corpi di volontari, sia per proteggere ì confini da attacchi nemici, e questo sentimento di lieta prontezza al sagrifizio si tradusse ugualmente in fatto anche nell'allestimento delle truppe.
Nella Mia fedele contea del Tiralo tutta la popolazione atta alle armi si levò con entusiastico amore di Patria per respingere eroicamente il nemico, e il Mio caro Regno di Boemia conservò in mezzo alle più amare sofferenze, e alle più dure calamità, un contegno proprio soltanto d'un popolo, il quale, come i valorosi figli del Tirolo, conferisce alla storia uno splendore che mai non impallidisce, per fedele amore all'avito Sovrano, all'Impero e alla Patria.
Pur troppo, nel corso degli avvenimenti di guerra, tali calamita si estesero anche ad altri paesi, alla Mia fedele Moravia, Slesia, ad una parte dell'Austria infe­riore, del Tirolo meridionale e del territorio di Gorizia, ed ovunque, in questo tempo di dure prove, il sentimento di fedeltà della popolazione non soltanto si serbò non indebolito, ma si manifestò in modo eminente anche nella più pericolosa condizione.
Mi consolò in ispecic anche di rilevare l'amorosissima partecipazione e la vera annegazione, con cui furono soccorsi e curati i soldati feriti ed infermi da tutte le dossi della popolazione.
Così si collega alle dolorose impressioni di giorni infelici l'indelebile memoria delle più preziose prove di fedeltà e di nobile sagrificio dei Miei popoli, ed Io esprimo loro per ciò, con cuore commosso, la Mia più grata riconoscenza.
Io La incarico di portare ciò a pubblica cognizione, e di farne in ispccie partecipi anche le Rappresentanze dei Miei regni e province nella loro prossima radunanza.
Egli è compito del Mio Governo d'impiegare tutti i mezzi che sono a mia dispo aizione, onde sanare le profonde ferite cagionate dalla guerra. La più operosa attività è in ciò un sacro dovere, il cui coscienzioso adempimento Io m'attendo da tutti gli organi del Governo.