Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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826
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826
Ranùri Mano Cossàr
La stessa nota, il luogotenente, la trasmetteva pure al Ministro di stato quale dirigente del Ministero di polizia.
Ed ecco quanto riferiva, in risposta alla nota predetta, il Ministro conto Belcredi al luogotenente in Trieste, il 23 dicembre:
N. 9080 B. M.
Con il riverito sciatto del venti del mese scorso n. 2072 P. Vostra Eccellenza si compiaceva d'informarmi, che il carcerato politico Carlo Faretti, detenuto nella casa di pena di Graz, manteneva un vero scambio epistolare non soltanto con la sua famiglia, ma anche con molte altre persone in Gorizia, cosi di poter promuovere delle agitazioni a suo favore.
Il signor Ministro di giustizia incaricava la Procura superiore di Graz d'avviare una rigorosa inchiesta disciplinare, che venne eseguita da quella autorità nella maniera di cui in appresso.
Dai rilievi fatti venne constatato, che l'arrivo e la spedizione di lettere peri carcerati politici, fu, dal 26 luglio di quest'anno sino al 22 novembre 1866, di 1089 numeri, delle quali 227 per conto del Favetti, tutte registrate sommariamente in un protocollo. Oltreciò vennero confiscate a Carlo Favetti 201 lettere, in parte di vecchia data, dal direttore della casa di pena de Schutzenau ed esaminate attentamente. Tutte hanno però un contenuto incredibilmente innocente, come è stato constatato anche al Ministero di giustizia, ove furono trasmessi alcuni esemplari. Da queste ò assolutamente escluso di poter dedurre che il Favetti abbia approfittato, della concessione usatagli, per provocare in suo favore una specie di agitazione in Gorizia, che si sarebbe manifestata, in occasione della nomina al posto di segretario comunale.
Dato che tanto quelle lettere, che le altre spedite dal Favetti, vennero registrate nel protocollo, il signor Ministro di giustizia crede di poter supporre con certezza, che quella corrispondenza venne trasmessa soltanto co) tramite della casa di pena, e che la stessa sia stata tutta letta e non trovata sospettabile, seppure 65 pezzi non erano provvisti del visto, dall'impiegato Dragic, addetto a tale speciale sorveglianza.
Per lo stesso motivo è pure da escludersi un contrabbando da parte delle guardie carcerarie o di una terza persona, perchè i carcerati politici si trovano in un lato isolato, a pianoterra della casa di pena, sotto una sorveglianza speciale, ciò sarebbe soltanto possibile di poterlo affermare soltanto se venissero richieste o tolte ai destinatari le lettere ricevute.
Quest'ultimo caso sarebbe possibile in via giudiziaria, ordinando una perquisizione domiciliare, ma secondo l'opinione del signor Ministro di giustizia, non le è sufficientemente offerta una motivazione legale. Poiché dalle notizie conosciute, mediante la pubblica stampa, l'accaduto nel Consiglio comunale di Gorizia non è stato provocato da Carlo Favetti bensì da sua moglie, che si è affaticata di presentare una supplica di grazia, in occasione della nomina del posto di segretario, per una soluzione favorevole alla sua famiglia, ciò che potrebbe essere benissimo avvenuto anche senza il concorso del carcerato.
Tuttavia il Ministro di giustizia ha sollevato dal loro posto, anche per altri motivi, l'amministratore e raggiunto di quello casa di pena, i quali avevano in prima linea la responsabilità della sorveglianza sulla corrispondenza dei carcerati, l'ispettore delle guardie Dragifi, ch'ora stato incaricato dell'immediata sorveglianza della corrispondenza venne impartita una severa ammonizione e ciò, perchè il Procuratore