Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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827
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Gorizia ottocentesca, eec, 827
superiore ritenne di scusarlo in vista dello stragrande numero della corrispondenza e della poca perspicacia. Tali misure vennero prese anche per evitare la ripetizione di simili inconvenienti in avvenire e per far inasprire la sorveglianza introdotta da parte dell'attuale Direttore di quella casa di pena de Sciiti tzenau, che conosce perfettamente 1 italiano, mentre tonto l'amministratore che raggiunto lo ignoravano e lo stesso D ragie" lo conosceva solo poco ed in modo imperfetto.
Le perfide insinuazioni del de Kubeck, sul conto del Favetti, trovavano per bocca dello stesso Ministro della polizia, la più palmare smentita.
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La pioggia delle decorazioni, menzionata dal de Kubeck al suo amico de Kellersperg, per i satelliti dell'Austria nel *66, mentre i nostri patriotti avevano sofferto le più atroci sofferenze nelle fortezze e nelle carceri ove erano stati relegati, era caduta copiosa nei primi giorni di dicembre.
Con un sovrano autografo del 6 dicembre, a Sua Maestà Imperiale Reale Apostolica si era graziosamente degnata di conferire come annunciava la comunicazione ufficiale in riconoscimento della fedeltà e lealtà spiegata in modo eminente nell'occasione degli ultimi avvenimenti di guerra nella contea principesca di Gorizia e Gradisca, e dei numerosi atti di patriottismo pronto al sagrifizio, nonché della affettuosa partecipazione e verace devozione con cui furono soccorsi e curati i soldati feriti e ammalati dell'esercito e della flotta, come pure dell'appoggio generalmente dato ai provvedimenti del Governo, nonché alle operazioni dell'armata, di conferire le seguenti sovrane distinzioni:
l'ordine della corona ferrea di terza classe, al dott. Carlo Doliac, sostituto capitano provinciale per Gorizia e Gradisca, al barone Guido de Kubeck, consigliere di luogotenenza e dirigente la pretura politica di Gorizia, al dott. Luigi Visini, podestà di Gorizia, al conte Alberto Attems, possidente in Aiello, al conte Giulio Strassoldo, possidente in Ioanniz, al conte Nicolò Zucco, possidente in Crauglio, al barone Michele Locatelli, possidente in Cormons, ad Eugenio Tosi, podestà di Merna ed al cav. Antonio Petcani, possidente in Fiumicelio;
la croce di cavaliere dell'ordine di Francesco Giuseppe al pretore Andrea Winkler, all'aw. dott. Giuseppe Tonkli in Canale, a Filippo Persoglia, podestà di Duino, al dott. Antonio Permeilo, possidente in Gradisca, al pretore Alessandro Rosmann, in Plezzo, al conte Augusto Zucco in Crauglio, al barone Arturo Teuffenbach in Peuma ed al conte Giuseppe Valentinis, podestà in Monfalcone;