Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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832
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832
Ranieri Mario Gassar
Uniti da secoli selle buone ed avverse fortune, essi hanno acquistato dei diritti, e contratto degli obblighi comuni, al riconoscimento dei anali nessuno può sottrarsi e contro i anali non valgono le pergamene d*un*cpoca sepolta, perchè la vita degli Stati e delle nazioni non si arresta alla lettera morta, ma progredisce secondo le sue proprie leggi, e varcando le angustie dei codici crea condizioni nuove non prevedute da essi.
E quindi un urgente bisogno che gl'interessi comuni dei paesi e dei regni componenti l'Impero a sensi del sovrano diploma 30 ottobre 1860 vengono in Torma costituzionale pertratti in un Parlamento comune cui stia di fronte un Ministero responsabile.
Sopra tutto è poi desiderato che venga invia d'accordo e con adeguata coopcrazione della rappresentanza della nostra Contea stabilmente determinata la posizione politica di questa dirimpetto agli altri regni e paesi ed all'Impero medesimo.
Non minore importanza infine attribuisce poi questa Dieta alla piena autonomia dei singoli regni e paesi in tutti gli altri affari ed all'integrità ed indipendenza dei loro territori richieste dalla specialità dei loro interessi.
Dio protegga. Dio salvi l'Augusta Vostra Maestà!
Il deputato carsolino Cerne aveva fatto risaltare innanzi tutto il momento opportuno per inoltrare all'imperatore l'indirizzo e, dopo aver gettato uno sguardo sulle condizioni geografiche ed etnografiche della provincia, aveva proposto la sua accettazione.
Il primo a prendere la parola era stato il deputato dott. Luigi Pajer, che aveva accennato ai dolorosi avvenimenti degli ultimi tempi, i quali malgrado l'entusiasmo ed i sacrifici dei popoli, non si eran potuti evitare.
Sacrifici furono prestati anche dalla nostra provincia e Sua Maestà degnavasi riconoscerli col sovrano autografo del 13 ottobre. Fu questo accettato da noi continuava l'oratore con quel silenzioso raccoglimento voluto dalla solennità del momento. Non cosi fecero le altre diete, le quali traendo argomento dal sovrano autografo discussero indirizzi, i quali più o meno contengono le più forti invettive contro il governo.
Il proponente c'invita a parlare: che dobbiamo noi dire? Innanzi tutto è da chiarire la situazione in cui sono giunti gl'Italiani dopo gli ultimi avvenimenti. Prevalendo negli indirizzi delle diete il colore nazionale, ciò dovrebbe essere anche nel nostro. Ma quali desideri allora esprimere? Gl'Italiani, presentemente in numero sì esiguo appena verrebbero ascoltati, ed al debole conviene il silenzio.
Mi si dirà: al Cesare piace sentire anche la voce del debole, e l'indirizzo potrebbe contenere assicurazioni di fedeltà. Io lessi attentamente l'autografo sovrano, e vi scorgo che Sua maestà si è degnata apprezzare il patriottismo della provincia durante l'ultima guerra. A che dunque novelle assicurazioni?
Ma nella lotta che ferve presentemente fra le nazionalità nel primato dovrebbe parlare forse anche l'italiana. La sua voce non verrebbe intesa perchè di pochi ed in questa gora noi verremmo schiacciati! Al padre affettuoso tutti si rivolgono, e nelle strettezze ed angustie, in cui presentemente verte la monarchia, un buon consiglio potrebbe darsi e verrebbe beno accetto.