Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1937
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pagina
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834
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83i
Manieri Mario Cossàr
alle disposizioni del regolamento interno: mentre quell'autografo era già stato preletto alla camera nella prima seduta e dopo essere stato inteso con reverente silenzio, posto senz'altro agli atti.
Trovava poi superfluo ed inopportuno un indirizzo che contenesse soltanto, espressioni di fedeltà e di lealtà, perchè troppo note all'imperatore, che si era degnato di riconoscerle graziosissimamente.
L'esprimere poi desideri e bisogni della provìncia sarebbe stato del tutto inutile, giacché la Dieta aveva chiesto ripetutamente dal Governo più cose senza mai ottenerle, ed in quei sei anni della sessione per colpa del Governo nulla aveva fatto pel paese.
S'alzava di poi per parlare il dott. Giovanni Rismondo, che presentava un quadro storico dell'Austria dei tempi di Mettermeli in giù, toccando gli avvenimenti del '48, i ministeri Bach. Goluchowski e Schmerling. Ricordava dei tentativi fatti per una ricostituzione dell'Austria che nn'allora erano sempre falliti, e come ima costituzione uniforme fosse per l'Austria una chimera.
Essere stato lo Schmerling costituzionale solo di nome, una prova essere quella, che sotto il suo Ministero non si erano volute istituzioni liberali, come i giurati, l'oralità e la pubblicità nella procedura, la Guardia nazionale, ecc., e che si era perseguitata la stampa, l'espressione della pubblica opinione, che andava anzi rispettata in ogni paese veramente costituzionale. Anche le Diete provinciali, chiamate in vita sotto lo Schmerling, essere null'altro che un mezzo mascherato per l'azione del Governo, che non approvava che quei deliberati che a lui piacevano. La Dieta goriziana stessa in quei sei anni di vita non aveva fatto nulla, perchè nulla aveva potuto fare.
L'anno prima era stato chiamato a dirigere le sorti il conte Bei-credi, in cui tutti avevano riposto le migliori speranze; ed era passato un anno dei più amari disinganni, egli era in allora per cadere e per lasciare il primato al Beust, che fin d'allora nessuno riponeva grande fiducia.
Intanto le cose andavano di male in peggio, conchiudeva il dottor Rismondo e peggiori di quelle tutte erano le condizioni degl'italiani, i quali erano esposti ad internamenti, prigionie ed altre persecuzioni, non potevano dir parola o fare cenno che non fosse sinistramente commentato dalla sempre vigile polizia.
Contrario all'indirizzo, egli dichiara di votare per l'ordine del giorno.
Faceva ancora alcune osservazioni il dott. Giuseppe Deperis, per dichiararsi egli pure per l'ordine del giorno, mentre non trovava indicato