Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <835>
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Gorizia ottocentesca, ecc.
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che nell'indirizzo senza un motivo speciale si esprìmessero sempli­cemente sentimenti di fedeltà, essendo già noti all'imperatore, come lo comprovava l'autografo sovrano, ed essere superfluo enumerare nuovamente i bisogni della provincia.
Il deputato dott. Carlo Doliac, al quale era stata data la parola, era in massima per la presentazione d'un indirizzo all'imperatore ed anche per l'indirizzo proposto dal Gomitato. Ricordava dell'indirizzo votato l'anno prima, in risposta alla patente del settembre, e che quello proposto si poteva benissimo appoggiare al primo. Se tutte le Diete avevano esposto i loro bisogni e desideri, doveva pur farlo anche la Dieta di Gorizia; che il tacere sarebbe stato abdicare alla posizione poli­tica ed alla individualità della provincia. Era poi accettabile quello indirizzo perchè vi erano esposte tutte le peculiari condizioni goriziane, che meritavano essere apprezzate in un futuro riordinamento costitu­zionale.
L'oratore si rivolgeva indi contro l'opposizione per gli appunti fatti al Governo, riguardo alle misure eccezionali adottate durante la guerra, e ricordava, che se in Austria in tempi tanto eccezionali erano avvenuti degli internamenti, ben di peggio era succeduto in altri Stati.
Non si doveva poi nemmeno disperare per i luttuosi avvenimenti succedutisi sui campi di battaglia della Boemia, che se anche la Francia aveva avuto il suo Waterloo, la Prussia Jena, la Russia Mosca, eppure quegli Stati erano risorti dopo tante sconfìtte a maggior grandezza e splendore. Era ferma la fiducia del neocavaliere, che anche all'Austria sarebbero arrise in breve migliori sortì.
Chiusa la discussione, il deputato Cerne da Tomadio, quale relatore del Comitato, prendeva la parola per cercare di combattere gli argo­menti prodotti dall'opposizione contro la proposta del Comitato. Egli osservava innanzi tutto voler parlare come rappresentante del popolo e non per difendere ciecamente il Governo; ma essere necessitato, e ciò per amore della verità, di dire alcune parole contro quegli oratori, che negli internamenti e nelle altre misure adottate dal Governo durante la guerra, vollero ravvisare ingiustizie ed oppressioni dell'elemento italiano. Riportandosi a quanto aveva detto in tali argomenti il depu­tato dott. Doliac osservava essere ogni Stato obbligato nell'interesse della propria esistenza di prendere talvolta misure straordinarie, ed essere avvenuto ciò in maggiore estensione in altri Stati, che fra noi.
Ciò premesso, il relatore combatteva il punto di vista esclusiva­mente nazionale italiano, dal quale partiva l'opposizione, ed osservava