Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1937>   pagina <836>
immagine non disponibile

836
Ranieri Mario Cossàr
essere la Dieta l'espressione degl'interessi identici di ambidue le nazio­nalità della provincia, e da tale massima essere partito il Gomitato nel compilare l'indirizzo.
In quanto poi ai dubbi formali dell'onorevole de Dottori, sosteneva essere codesti inattendibili, dipendendo dalla volontà della Dieta di prendere un oggetto in disamina quando che fosse.
Se la Dieta in quei sei anni poco aveva fatto; ciò avveniva anche ai parlamenti di altri Stati. :'
L'opposizione aveva osservato che non occorreva rispondere al-1 autografo sovrano, il relatore credeva esigere le regole di cortesia di rispondere a si grazioso autografo.
L'opposizione aveva continuato il deputato slavo si trova in grave contraddizione con sé stessa. Lamenta le tristi condizioni in cui ci troviamo, e non vuole parlare dell'Imperatore. Se vogliamo qualcosa, indirizziamoci colà, d'onde pos­siamo attendere salvezza. Fu detto dell'opposizione, che già più volte si chiesero dei provvedimenti per la provincia, e che pur nulla si ottenne finora.
Ciò non persuadeva il relatore a non presentare l'indirizzo; anzi quello era un motivo di più per chiedere ciò che vi occorreva.
E non si votava ieri appunto un indirizzo per la erezione di università nazionali? (la proposta era stata fatta dal deputato dott. Pajer) se ieri si chiese una cosa, oggi si possono chiedere di altre.
Ma anche l'utilità pratica esige s'inoltri al trono un indirizzo. Una nuova posi­zione si va preparando ai singoli regni e paesi, e tacere in si supremo momento sarebbe abdicare alla nostra individualità politica. Grande è il pericolo che la nostra provincia vada a perdere la propria sua autonomia; doppio dovere è adunque il nostro, di par­lare ed alzare la nostra voce in sì solenne momento.
Il lacere perchè altre volte ci fu negato quanto chiedemmo, sarebbe uguale al procedere di quei fanciulli i quali, negata loro una preghiera, piangono e si disperano invece di chiederla nuovamente ed in modo più convenevole.
H relatore Cerne finiva lo sproloquio raccomandando alla Camera l'accettazione dell'indirizzo proposto dal Comitato.
Prendeva ancora la parola, il consigliere di luogotenenza Guido barone de Kùbcck, che aveva assistito alla seduta in qualità di com­missario imperiale, per rispondere alle serie d'accuse scagliate contro l'autorità politica di Gorizia, di cui egli era in pari tempo il capo. Vole-vansi fossero stati commessi dall'autorità politica oppure dai suoi organi degli arbitri, che però a sua saputa non erano avvenuti. Dovere egli perciò raccomandare agli onorevoli oratori, che avevano mosse siffatte accuse, di rivolgersi alla superiorità, e poterli egli assicurare