Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; LODI
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1937
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844
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Ziibrì e periodici
nktcn), 1866 (1918 il Politischcs Arehiv); Gcsandtschuftarrhivo, nrrliivj delle rappresentanze diplomatiche e consolati; Stantcnabtpilungiin. catte relativo a Stali, suddivise in K N ai.ionnlia e Stati esteri ; e infine le Simuligli Sammluiigcn. costituite dalla * Grosse Korrespondenz . dalla Collcction diplomatiquo e dai ir Kriegsakteu >, da non confondersi questi ultimi eoi Kriegsarchiv, che è tnt l'ai tra cosa dallo 11. 11. ttìjS. A.
Impossibile segnalare ciò che maggiormente interessa noi italiani: accenni olle cose nostre sono dovunque* e, in fondo, tutto lo II. H. u. S. A* potrebbe, dal nostro punto di vista essere in certo modo considerato complementare ai nostri. Uno sguardo a caso, per esempio, ci fa saltare agli occhi nei Reichsarchivc la corrispondenza coi plenipotenziari in Italia, dal ISSI al 1794; nelle Staatenabteilungen la corrispondenza diplomatica con gli Stati italiani (Genova 1527-1806; Lucca 1705-1843; Malta 1519-1848; Modena 1713-1860; Napoli 1709-1860; Parma e Piacenza 1556-1860; Roma 1396-1860; Sardegna 1700-1860; Toscana 1482-1860; Venezia 1422-1797; rcpubbl. Cisalpina e Italiana 1796-1807); nella Grosse Korrespondenz i carteggi del principe Eugenio, del Bombelles. dello Stadion, del Collorcdo, ecc. Non so però rinunciare ad offrire l'inventario della classe XI, Italicnischo Staaten, del Politisches Arclùv:
XI. Siati italiani. - Napoli 18491864: 1-3 protocolli dal 1853; 4-15 relazioni, recapiti e varie. - Modena e Parma 18491864: 16, 17 protocolli 1853-54; 18-23 relazioni e. s. - Toscana 1849-1866: 24, 25 protocolli 1853-59; 24-60 relazioni e. s. - Sardegna 1849-1857: 42 protocollo 1853-57; 43-48 relazioni e. s. - Regno d'Italia 1866-1915* 49-66 protocolli; 67-153 relazioni e. s.; 154-155 pace di Milano 1849; 156-158 guerra e pace 1859; 159 id. 1866; 160 atti parlamentari 1877-1885; 161 restituzione dei possessi privati del re di Napoli (I), mire italiane su Trento e Trieste (II), oliare Felice Cavallotti (III) . Seguono 16 numeri relativi alla S. Sede.
Ancora qualche parola intorno al metodo di redazione. Generalmente, l'inventario si concepisce come un lungo elenco di serie, indicate col nome o con l'espressione più o meno approssimativa del loro contenuto, seguita dalle date iniziali e terminali, dal numero dei volumi o mazzi che le compongono, dalla quotazione e da tutte le note archivistiche che siano necessarie o anche solo utili; e non si esclude che proprio questa sia la forma che deve assumere un inventario di consistenza, iedatto con criteri esclusivamente archivistici e destinato soprattutto all'uso interno. Quando però l'inventario viene offerto al pubblico per mezzo della stampa, muta destinazione e Bcopo: non è più agli archivisti che si rivolge ma agli studiosi, non serve più. ad accertare la consistenza ma a guidare le ricerche. Perciò, se da una parte sarà lecito trascurare qualche dato accessorio, occorrerà dall'altra aggiungere notizie sommarie ma precise sulla provenienza delle carte di ciascun fondo, sulla competenza dell'ufficio che le ha emanate e le sue possibili variazioni storiche, e infine (elemento d'indagine di notevole importanza spesso a torto trascurato) sulla storia esterna dell'archivio che si descrive: che solo dopo essersi fatto un concetto generale preciso del contenuto delle carte lo studioso potrà adeguatamente giovarsi della descrizione delle singole serie. A questo concetto si sono rigorosamente attenuti i redattori del Gesamtineentar, cosi che, oltre agli studi dei tre primi volumi e all'introduzione, ogni sezione, spesso ogni sottosezione dei sei archivi inventariati ha una illustrazione adeguata, condotta con quella precisione, quella sicurezza, quella ricchezza di informazione che dovrebbero costituite il carattere distintivo dell'archivista di razza e siamo, d'altronde, abituato a trovare spesso nelle opere scientifiche d'oltre Brennero.
ITI conclusione, non possiamo non rallegrarci con gli archivisti austriaci e non formulare l'augurio che i futuri volumi degli inventari degli Archivi di Stato italiani," della cui pubblicazione una casa editrice romana ha assunto lo lodevole iniziativa, abbandonando la faciloneria un po' dilettantistica che vizia il primo finora uscito (Roma), adottino senz'altro i criteri che sono stati seguiti in questa ottima descrizione del più importante fra gli ardii vi di Stato austriaci.
GIORGIO CBNCETTI