Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <868>
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Franco Valsecela
Parigi lo incarica di mettere in guardia l'Imperatore contro una guerra che avrebbe schierato tutta l'Europa conservatrice contro di lui.x*
Meno apertamente confessato, ma non meno vivo il timore delle velleità espansionistiche del Bonaparte. Londra vede profilarsi dietro al terzo Napoleone l'ombra del primo. Londra vede nella causa dell'Austria la causa della pace e dello status quo. Cosa vuole l'Austria? Semplicemente che le cose restino come sono. È quello che vuole l'Inghilterra, che non ha nulla da guadagnare in uno sconvolgimento europeo che minaccia di favorire le ambizioni napoleoniche. L'opinione pubblica inglese non nasconde, è vero, le sue simpatie per la causa italiana, ma il Governo e la Corte vedono nel problema italiano solo le possibili complicazioni internazionali, vedono nel Pie­monte il guastafeste che fornisce a Napoleone dei pretesti per i suoi piani egemonici.**
Di fronte a questo stato d'animo delle cancellerie europee, le repliche francopiemontesi trovano un'atmosfera tutt'altro che favorevole. Con eloquenza pari alla abilità, Cavour tenta di persuader l'Europa che l'interesse europeo non è quello che l'Austria vuole additare, la cieca conservazione di uno status quo astratto nella sua rigidezza; che l'Europa ha tutto l'interesse a non soffocare negandolo, ma a guarire curandolo il focolare di inquietudine che si manifesta in Italia e che
1) V. A. STERI?, Geschìchte Europas séit der Vertràgen von 1815 ow zum Frank" furter Frìeden von 1871, Parte HI, voi. II (Vili dell'intera opera), p. 307-308.
2) Cavour e VInghilterra. Carteggio con V. E. D'Azeglio, voi. H, tomo I, Bologna 1933, n. 865. D'Azeglio a Cavour 4 novembre 1858. * La terrenr que commence a causcr ici le danger d'une domination prépondérante napoléonienne sur la politique generale, forcera le Cabinet anglais à a'imniisccr dea affairea du coni in cut... Et si mème un jonr la politique anglaiae ae montrait boetile à dea projeta de l'Emperenr favorables a la politiqne italienne, la cause devrait en Stre attribuée, a la craiui.c qu'aprcs s'étre consolide par de grande et mómorables actions la dynnatie n'acquiòrc une prépondé-ronce telle en Europe, qu'elle ne finisse par monacar sérìcusement l'Àngleterre. On nona accuse ici de concourir ù aea fina en fennant le yeux aux dangera qui nous mena-cent de la mème maniero et on prédit peu de bten à la libertà italienne de la part dm pareil ami . Cfr. HOBST LEV, Die italienische Eìnigung una* die englische Politile 1859-61, Leipzig 1935.