Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <876>
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Franco Valsecela
Prussia l'imbarazzo di una presa di posizione pericolosa, può permetterle di continuare tranquillamente il suo gioco in Germania, osteggiando l'Austria senza mettere in pericolo i trattati del 1815, senza sottoporsi al rischio di una minaccia napoleonica sul Reno, senza andar contro al sentimento nazionale italiano.
La pace... Vienna sostiene che il miglior mezzo per con­servare la pace sarebbe una netta presa di posizione della Europa al suo fianco, un'aperta condanna della Francia e del Piemonte come nemici dell'ordine europeo.
Ma ciò sarebbe, per Londra e per Berlino, un lasciarsi trascinare nella contesa: mentre tutto le spinge a recitare fino in fondo la loro parte di neutrali . Preferiscono aiutare Vienna in un altro modo: con la loro mediazione. I loro punti di vista son troppo vicini a quello di Vienna, perchè la tesi dell'Austria, dell'intangibilità dei trattati e del sistema del '15, non formi la base della mediazione. La tesi dell'Austria è fuori discussione: quel che vogliono i mediatori, è ottenere da Vienna qualche concessione di particolare: essi si incari­cheranno di presentarla al Piemonte e alla Francia come l'equa soluzione che l'Europa desidera. Di questa soluzione Piemonte e Francia dovranno pure accontentarsi, poiché l'Europa la presenta: né potranno negare che è stata loro data soddisfazione, una soddisfazione legittima, conciliabile cioè con quell'ordine e quel sistema che l'Europa intende conservare.
Ruolo di mediatori, diretto a mettere Parigi e Torino con le spalle al muro. Un rifiuto vorrebbe dire confermare l'accusa di sovvertitori dell'ordine europeo, assumere di fronte all'Europa pacifista il marchio di provocatori della guerra. Posizione piena di pericoli. Il pericolo di un revirement nella opinione pubblica inglese che lascerebbe mano libera al Governo. E se anche l'Inghilterra non si movesse, il pericolo di una presa di posizione della Prussia. Francia e Piemonte,