Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <880>
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Franco Valsecchi
che tocchi gli intangibili trattati del 1815, che tenda ad una revisione dello status quo nella penisola. Chiedendo quindi a Cavour di precisare il suo punto di vista, Londra gli chiede un programma che si mantenga nei limiti della legalità , un programma minimo, su cui la diplomazia possa discutere senza rinnegare il suo attaccamento ai trattati del 1815.
Londra vuole una base di trattative su cui anche Vienna possa accettare la discussione. E mentre aspetta la risposta di Torino, assaggia il terreno a Vienna. Alla fine di febbraio, Malmesbury invia il suo ambasciatore a Parigi, Lord Cowley, in missione speciale presso l'imperatore Francesco Giuseppe. Cowley è latore di una lettera della Regina Vittoria, con l'offerta della mediazione inglese:
Mi è sembrato possibile, nelle presenti circostanze, come amica comune dei due Sovrani, e non avendo io stessa in ciò alcun interesse personale, di offrire i miei huoni unici, e forse di trovare così certe hasi sulle quali le parti interessate possano aprire negoziazioni ami­chevoli circa le questioni che minacciano di condurre e così deplorevoli risultati. H
Su queste basi per una negoziazione, Londra ha già i suoi progetti: eventuali riforme nello Stato della Chiesa (un argo­mento su cui la protestante Inghilterra è molto corriva), eventuale revisione delle convenzioni austriache coi Ducati di Parma e di Modena, esame delle condizioni di un ravvicina­mento austropiemontese: i punti, insomma, che è possibile toccare senza ledere alcun principio di diritto internazionale.
Le direttive dell'azione inglese son lineari. Da una parte v'è il Piemonte che protesta; dall'altra v'è l'Austria che si irrigidisce nella negazione. Londra si pone in mezzo come un buon mediatore: si adopera perchè il Piemonte precisi le sue richieste, ammonendolo di formularle in modo che siano
*} V. art. cft. L'Inghilterra contro la guerra del ISSO-, in Nuova Antologia, 1 aprile 1936, p. 267.