Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; EUROPA
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1937
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pagina
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891
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La mediazione europea, ecc. 891
Governi imperiali . *> Fiducia che contrasta stranamente con le affermazioni di Buoi.
Se Gowley è soddisfatto confida Buoi al suo rappresentante a Berlino lo è con poco. Con le sue insinuazioni sull'annullamento o la modifica dei nostri trattati con gli Stati italiani egli ha avuto lo stesso insuccesso che col resto... Partendo di qui, dovrebbe portare con sé un duplice convincimento: uno, che l'Austria desidera sinceramente la pace e il miglioramento dei rapporti con la Francia; due, che noi ci adatteremo a certi sacrifici solo dopo molte battaglie perdute..* Cosi, per la nostra posizione in Italia. Noi non vogliamo, in Italia, né la rivoluzione, né il dominio francese. La lotta contro la rivoluzione è affar nostro, quella contro le velleità napoleoniche ci fu affidata nel 1815 dall'Europa. A onesta duplice missione noi rimarremo fedeli.2?
Risulta così, dall'esame dei documenti, un singolare quadro della situazione: da una parte, prove evidenti della ferma volontà di Vienna di non cedere ;3) dall'altra incomprensibile ottimismo inglese. A Londra si è convinti che tutto proceda per il meglio. Cowley sostiene di aver trovato l'Imperatore Francesco Giuseppe e il conte Buoi in uno stato d'animo di grande moderazione: l'uno e l'altro gli paiono aver compreso la necessità di facilitare alla Francia il revirement della sua politica nel senso della pace. L'Austria ha accettato di trattare della questione romana, ha dichiarato spontaneamente di non voler attaccare il Piemonte. Se si riuscisse ad ottenere
1) Blue Book, n. 110, 14 marzo 1859.
2) Politik Preussens, nota 1 al u. 191, Buoi a Koller 6 marzo 1859.
3) Le fonti viennesi tengono un linguaggio concorde. Francesco Giuseppe confida al Prìncipe Ereditario di Sassonia di non poter assolutamente cedere: tutto quel che può dare, è l'assicurazione che farà il possibile per evitare l'intervento nei Ducati (Franz Joseph I in seinen Briefen, Wien 1924). Nello stesso senso si esprime una circolare del 12 marzo del Gabinetto austriaco ai suoi rappresentanti in Italia. Lord Cowley è partito convinto, almeno lo speriamo, che noi desideriamo sinceramente il mantenimento della pace, ma che non intendiamo comprarlo con l'abbandono degli obblighi assunti nei trattati. Dal ponto di vista dei principii, declinammo ogni discussione sulla validità e la legittimità delle convenzioni; dal punto di vista pratico dimostrammo che esse sono pn che mal necessarie in un momento in cui gli sforzi sovversivi del Conte di Cavour cercano protezione sotto l'egida della Francia,.. . {Archivio di Stato di Vienna, Parme-Modène 1857-64).