Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <893>
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La mediazione europea, ecc. 893
che risulta dagli atti ufficiali. Se ufficialmente Buoi si è mante­nuto sulla più recisa negativa, nei colloqui intimi con l'amba­sciatore inglese si è mostrato ben più conciliante. Lo confessa lo stesso Buoi, qualche settimana dopo, all'inviato modenese presso la Corte di Vienna, Bayard de Volo: confessa di aver fatto chiaramente intendere a Cowley che l'avversione del­l'Austria alla rinuncia alle convenzioni coi Ducati non è così irreducibile come vuol sembrare. Purché si trovi modo di risar­cire i ducati della protezione che con questa rinuncia verrebbe a mancare... Purché i Ducati siano d'accordo... Si tratta fa notare Buoi al negoziatore inglese - di convenzioni bilaterali, che non possono essere denunziate senza il consenso di ambedue le parti contraenti... Non spetta all'Austria far delle pressioni in questo senso: scapiterebbe troppo di fronte agli Stati che si son messi sotto la sua protezione. Potrebbe incaricarsene l'Inghilterra... Se i buoni uffici dell'Inghilterra riusciranno a convincere gli interessati a rinunziare all'alleanza e alla protezione austriaca, in cambio di corrispondenti garan­zie (si pensa ad una lega italiana per il mantenimento del­l'ordine, e ad una garanzia internazionale) in tal caso l'Austria, per amor della pace, e per aderire al desiderio del Governo inglese, consentirà a rivedere o ad annullare le convenzioni.J) È Buoi stesso, dunque, che ha suggerito a Cowley il passo inglese a Modena e a Parma; ed è Buoi che ha suggerito ai Ducati di respingere le suggestioni inglesi. La politica di Vienna ha due facce: l'una, la vera, tutta irreconciliabilità, l'altra, quella riservata a Londra, tutta promesse di concilia­zione. Un doppio gioco, e, diplomaticamente, un gioco magi­strale: Vienna evita di respingere la mediazione inglese, sca­ricandosi di questo ruolo ingrato sui suoi alleati italiani.
1) V. S. BoiOOLOTCtt I rapporti austro-estensi nell'imminenza della guerra del 1859, Bologna 1936: un contributo che merita di essere segnalato per la luce che apporta sulla questione dei Ducati e sulla missione Cowley. Cr. J Ducati nel 1859, in Archivio emiliano del Risorgimento, 1908.