Rassegna storica del Risorgimento

MACHERIONE GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <899>
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Giuseppe Macherione poeta del Risorgimento, ecc. 899
Ma questo atto di forza, anziché ristabilire l'ordine, ina­sprì l'animo dei dimostranti, che mandarono una deputazione al Palazzo del Governo per proporre al Montezemolo l'allon­tanamento del Cordova e del La Farina.
Il Luogotenente era di indole molle e cedette.
La sera stessa diramò un messaggio che annunciava la caduta di tutti i consiglieri della Luogotenenza.
Ma la posizione del Montezemolo era divenuta pertanto insostenibile, ed egli fu. ben presto sostituito dal marchese di Torrearsa.1*
Sul giornale II Diritto di Torino del 18 gennaio 1861, comparve il seguente programma del marchese di Torrearsa, che serve ad illuminare la situazione:
La Campana della Gancia pubblica un articolo che contiene un discorso fattosi tra il redattore del giornale e il Marchese' di Torrearsa. Ne riferiamo il brano principale: Il Marchese parlò della concordia di che oggi ha bisogno la Sicilia, ed avendogli io risposto che non desi­deravo di meglio, fece la professione di fede in traesti sensi: Io ho bramato sempre la indipendenza della Sicilia, la sostenni nel 1848, l'ho propugnata nel mio esilio; però, alla fine ebbi a convincermi che stoltezza era l'ostinarsi in quell'idea e che, se desiderabile era l'indi­pendenza, non era però possibile l'effettuarsi.
Avvenuta la rivoluzione in Sicilia e dubitando, come la più gran parte dei siciliani della favorevole riuscita di una rivoluzione in Napoli, parteggiai per la immediata annessione al Piemonte. Allora pareami accettabile la annessione come una necessità, perchè non potendo la Sicilia essere indipendente, le tornava conto darsi a Vittorio Emanuele per sottrarsi al Borbone.
Si fu per questo che sotto la dittatura fui zelante per la riunione di un'assemblea in Palermo. Quando poi il prestigio di Garibaldi superò gli immensi ostacoli che Napoli frapponeva all'unità italiana, dovetti rinun­ziare al pensiero dell'assemblea, e vidi nel plebiscito la salute d'Italia.
1) JJ Consiglio della nuova Luogotenenza fu così composto: Presidenza e Pub­blica Istruzione: Marchese di Torrearsa; Interno: Cav. Emetico Amari; Sicurezza pubblica: Barone Tunisi Colonna; Grazia e Giustizia: Filippo Orlando; Lavori Pub­blici: Principe di S. Elia. Vedi: TIVABONI, L'Italia degli Italiani, tomo II, Roux e Frassati 1896.