Rassegna storica del Risorgimento
MACHERIONE GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
901
>
Giuseppe Macherione poeta del Risorgimento, ecc. 901
Cavour. Perciò, al di sopra delle momentanee contingenze, il Macherione difende il La Farina e il Cordova e, con spirito veramente superiore, di equilibrio e di saggezza, solleva i destini della Patria sopra i personali dissidi.
Singolare veramente la figura di questo giovine, che va collocata subito dopo quella dei maggiori artefici del nostro Risorgimento, al quale diede nobile e acceso contributo di pensiero e di poesia !
La sua opera dovrebbe essere specialmente diffusa fra i giovani.
Qualche cosa si è fatto ma, per la larga e sicura visione che egli manifestò degli avvenimenti ai quali prese parte e per il senso di verità che ebbe della continuità storica di nostra gente, che a noi lo accosta, è giusto che sia ancor meglio da tutti conosciuto, apprezzato e ricordato; ricordato specialmente in Roma, della cui rinascita imperiale Egli fu strenuo difensore e anticipatore.1*
?) Trecento volte trionfasti, o Roma!
Ma il tuo nuovo Camillo, il tuo Leonida, Madre caduta, non è surto ancora, E ancor s'attende t'invocata aurora!
Oh! Sull'orba vallea curvate il vertice, 0 sette monti e, sulla polve doma. Mormori il pellegrini qui surse Roma !!
Ma il dì verrà! Fia nella nuova aurora Uno il serto e il vessillo, uno il desire, Una l'ara e la fede, uno l'affetto! Su, nel nome di Dio, cantisi Italia, Cantisi a lei della concordia il patto! Suonata è l'ora del fatai riscatto!
Osanna, osanna! Sulli pii guerrieri, Vergini invitte,
Date il mirto e l'allori Cantisi Italia! Torni ai vecchi trionfi e regga i seggi Dell'universo e i pelaghi passeggi!
(dalla canzone inedita Roma, scritta in Catania, nel 1858).