Rassegna storica del Risorgimento
MACHERIONE GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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903
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Giuseppe Macherione poeta del Risorgimento, ecc. 903
Dio non gli risparmiò il morso del dolore, neanche nella sua casa. Casa onesta e modesta ove Brillava, come lampada accesa, il cuore della mamma, donna di alti sentimenti e di superiore ingegno.
Ben presto a quella casa venne a battere la morte. La sorella Rosaria si spense di colera giovanissima e il fratello Antonio, a 18 anni, annegò in quel mare di Sicilia, che a lui aveva dato tante ispirazioni e vibrazioni.
Dopo breve tempo, la mamma si ammalò ed egli l'assistette giorno e notte, per lunghi mesi, dividendo con lei le alternative della inesorabile malattia. In quelle alternative la sua poesia scopre ascose sorgenti di ispirazione, e il suo spirito vi ritrova alimento di motivi eterni, che riecheggiano nell'ode dedicata appunto alla morte della Madre .
Egli accetta da Dio il dolore come un sacramento, e sopporta con virile coraggio il male che lo travaglia.
Questo male gli impedisce di accorrere sotto le bandiere.
Ne rimane disperato e si sfoga in una attività giornalistica e letteraria, in cui impegna, moltiplicate dalla fede e dalla volontà, tutte le energie dell'intelletto e del cuore.
La cultura siciliana era avulsa, in quel tempo, dalla vita della penisola e dal movimento letterario d'Europa. Il governo borbonico non favoriva certo le correnti nuove del pensiero, ma incoraggiava l'orgoglio delle tradizioni autonome, trasformando l'isola come in una grande accademia. L'Arcadia vi era in fiore e vi primeggiavano il Vigo, il Navarro, il De Spuches e la poetessa Turrisi Colonna che si esercitava a conciliare il vecchio col nuovo, innestando i fiori romantici nella letteratura classica .
A tredici anni, il Macherione si accese di passione letteraria per la improvvisatrice abruzzese Giannina Milli, che nel 1853 viaggiava in Sicilia.
Da allora cominciò a scrivere qualche poesia lirica. Pian piano la sua cultura si allarga, è preso da insaziata brama di
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