Rassegna storica del Risorgimento

MACHERIONE GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <911>
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Giuseppe Macherùme poeta del Risorgimento, ecc. 911
Fu questo, l'ultimo suo canto, ma non l'ultimo suo scrit­to; che, buttatosi, con un vigore, che par prodigioso in un giovinetto di vent'anni fiaccato da inesorabile male, nel-Farengo politico, impugnò la penna come una spada e con­tinuò fino all'ultimo la sua battaglia prima in Sicilia e poi a Torino, ove si recò, come in pellegrinaggio, seguendovi il Bertolami,. eletto deputato al primo parlamento italiano.
Nelle sue prose, forti e battagliere, il suo pensiero si svi­luppa con una chiarità di comprensione e di intuito, che fanno di lui un anticipatore.
Egli ha già la visione dell'Italia unita con Roma capi­tale, ma non di una Italietta dal piede di casa che viva solo di ricordi, senza slanci e senza orizzonti! Intravede ormai una nuova missione universale di Roma, con l'Italia potenza marinara. Il SUO è già un vaticinio d'impero! Cosi, difatti, canta nella canzone garibaldina :
Vogliam V Italia libera ed unita-, Vogliam la caccia a qualunque straniero; È questo il credo della nostra vita, Vogliam Vitalo impero!
Vogliam Vittorio., fratello e soldato, Stringer d'Italia lo scettro sul soglio. Vogliam Roma, vogliam! Ritenti il fato L''eterno Campidoglio!

Prevede i giorni di una gloria novella più splendida e più vera per VItalia nascitura e scorge già il naviglio italiano percorrere, trionfante e senza inciampi, tutta quanta la superficie degli oceani e, pavesato dei tre colori, rinnovare ovunque leggi, ritti costumi ,
E, mentre predice il primato d'Italia sui mari, parlando del Mediterraneo, che fu un tempo lago francese, altra volta spagnuolo, altra volta inglese , nel suo scritto del
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