Rassegna storica del Risorgimento
MACHERIONE GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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913
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Giuseppe Maeherwne poeta del Risorgimento, ecc. 913
noi riscontriamo in Ini, delle singolari anticipazioni: in un periodo di trionfante democrazia, egli ebbe l'intuito dello Stato moderno, dello Stato forte.
Ecco che cosa pensa della libertà:
La libertà è vana larva se non si puntella con la forza e se non si fa illustre con gli eserciti .
E aggiunge queste considerazioni che sembrano attuali: L'idea della unità italiana ha posto radici nelle masse popolari: questo popolo vulcanico ha una logica evidente e terribile per l'attuazione dei suoi propositi: la filosofia della rivoluzione .
Inoltre, accanto alla forza egli esalta la concordia e ne precisa i concetti:
Le forze rigeneratrici di un popolo sono nelle braccia e nella mente del popolo stesso; fisiche le une, morali le altre.
Le prime si chiamano cannoni e baionette, le altre possono compendiarsi in una sola parola: concordia! Se l'Italia avesse numerato un milione di baionette ma fosse mancato al suo risorgere un indirizzo concorde e nazionale, essa non avrebbe ottenuto alcun vantaggio. Avrebbe anzi ottenuto tutto il male immaginabile: il trionfo della forza bruta, i saturnali dell'anarchia!
Cosi scriveva il 23 novembre 1860, nel giornale VAnnessione di Palermo e le sue considerazioni, che ben rispondevano al momento storico di allora, noi potremmo ugualmente riferirle ad un altro decisivo periodo della nostra vita nazionale dopo la grande guerra.
Per raggiungere i suoi giusti confini e per la sua affermazione nel mondo, l'Italia dovette armare nella grande guerra, non uno, ma quattro milioni di baionette. Diede alla vittoria la gloriosa primizia dei suoi settecentomila morti ; ma questo eroico sacrificio non fu sufficiente a raggiungere la concordia degli animi e l'ordine sociale.
Tutti i veleni politici si scatenarono sulla Patria nostra che stava per essere sconvolta e sommersa dai a saturnali dell'anarchia .