Rassegna storica del Risorgimento

MACHERIONE GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <914>
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914 Giorgio Bardanzellu
Vi
Il giovane poeta è ancora una volta un profeta, che pre­cisa il male e ne suggerisce l'energico rimedio: Concordia e baionette, sintesi delle forze morali e materiali di un popolo!
Alla stregua degli avvenimenti che abbiamo vissuto e che viviamo, noi siamo più che mai persuasi che l'ordinato sviluppo di una nazione è assicurato solo dalla sua forza morale, sorretta dalla sua potenza militare ed è assicurato altresì dal prestigio di un comando unico e dal fascino di una totale ubbidienza: comando che è autorità, ubbidienza che è gerarchia, forza morale che si risolve in giustizia e potenza militare che costituisce di tutto un popolo un esercito solo,
Giuseppe Macherione ebbe una concezione, non liberale, ma storica dello Stato e anche sotto questo aspetto è degno di essere meglio conosciuto. Parimenti, la concezione che egli ebbe dei suoi tempi, pieni di destino, risponde alla nostra valutazione del Risorgimento, che non può ormai conside­rarsi come il risultato di ideologie di oltr'Alpi o come il frutto di male intese libertà democratiche.
Carlo Alberto, infatti, accettò il liberalismo come mezzo contingente per il supremo suo obiettivo: la guerra all'Au­stria e l'Unità d'Italia. Gioberti rigettò nella sua saggezza gli sconvolgimenti della Rivoluzione Francese, e, con lui, tutti gli spiriti eletti del Risorgimento si liberarono dai dogmi demagogici che tentavano di prevalere.
Il giovine poeta intuì l'anima e la passione del popolo italiano, ne comprese le virtù, le deficienze, e così le espone:
Il nostro popolo ha un gran senso morale, tutte le virtù buone in germe, un forte intuito della vita libera, l'adeguato intendimento della giustizia, l'incrollabile proposito di fare l'Italia. Ma attesto senso morale non basta: bisogna che il nostro popolo si faccia una opinione politica. Questa è quella che manca e che si deve cercare.
Ed è notevole nel Macherione lo sdegno che egli ha contro le aberrazioni democratiche e contro la esaltazione demagogica delle masse.