Rassegna storica del Risorgimento
MACHERIONE GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
919
>
Giuseppe Macherìone poeta del Risorgimento, ecc. 919
Fanciullo, mi dissero che tre sono le persone della Santissima Trinità; fatto un passo più innanzi nella scena del mondo, vidi che quattro ne adorano gli uomini, cioè l'oro e le altre che tutti sanno, e che tutte insieme formano un solo Dio, il Dio-moneta. In questo caso preferirei essere ateo, cercando solo nel cuore l'altare della potente religione della vita. Ma la viltà m'apparve sempre più nera dell'infamia stessa, e la maggiore delle viltà giudico debba reputarsi il gridare al caduto.
Italiani siam noi! e importa bene che anche con le opere cittadine sol' leviamo il nome vilipeso della Patria risorta; e se offrimmo, sublime, lo spettacolo della prestanza militare, couvien pure che lo edifichiamo con lo splendore delle domestiche e cittadine virtù. I tiranni si abbattono col ferro, ma la tirannia soltanto con Vonesto costume si estirpa. Ed è questo che più preme di perfezionare e che più di perfezionamento è manchevole. Fra dieci Marii io vorrei pur sempre un Catone. Persuadiamoci e la storia è sempre lì per provarcelo che timoniere della barca dello Stato deve essere la Morale; per caso improvviso di venti propizi può essa talora spingersi al lido, ma sarà sempre la morale che potrà sola guidarla a porto di salvamento e di sicurezza! Né io so da quanta morale fossero stati puntellati gli avvenimenti dei giorni trascorsi; questo solo so: che l'onore del Paese è salvo, ma che non mancò l'opera occulta dei tristi, che avrebbero voluto turpemente macchiarlo!
Perchè meglio si comprenda la natura di questi casi e se ne avvisi l'origine e lo scopo, fa d'uopo risalire con la mente ad altri casi che, insieme a questi, si concatenano e si spiegano a vicenda.
La Sicilia insorse il quattro aprile, per rinascere, con un battesimo di sangue, alla vita della libertà, e per far sì che il voto di quattordici secoli, l'idea di tanti generosi intelletti Vunità della nazione italiana per suo principale impulso, divenisse alfine una realtà, e si misurò alla ineguale lotta.
Ne Palermo, insorgendo, sperava sussidio dal di là delle acque;
e avrebbe rinnovato i miracoli del gennaio 1848, se al grande intento
avesse potuto apparecchiarsi migliore coordinazione e cospirazione delle
forze popolari, infelicemente disparate e quasi disperse sotto la verga
del dispotismo.
La rivoluzione, soffocata in Palermo, come la fiamma di Vesta, alitò, né mai si estinse nelle campagne, e si sarebbe infine estinta, quando un Uomo apparve, biondo come il Nazareno, come il Nazareno di amore e di fede ardente, una di quelle figure che Dio, nel corso dei secoli, a compensarci di tanta tristizia, rare volte largisce ai mortali per far miglior testimonianza di nostra celeste origine.