Rassegna storica del Risorgimento
MACHERIONE GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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921
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Giuseppe Macherione poeta del Risorgimento, ecc. 921
napolitana, il primo Ministro del Re diede eufficiente prova della sua fede unitaria e in un altro campo, ma, con le stesse speranze e con lo stesso proposito, combatteva per quella causa medesima per cui combatteva Garibaldi.
Ma coloro che oggi asseriscono che il Governo del He galantuomo lavora di sotterfugi e di finzioni volpine (anclie oggi dopo il solenne ingresso del Re in Napoli e in Palermo, e dopo pubblicati i decreti eoi quali si dichiarano facienti parte integrante dello Stato Italiano la Sicilia, Napoli, le Marche e l'Umbria) coloro che cosi balordamente diffidano della lealtà del Re sì, del Re, perchè in questo contrasto della ricostituzione nazionale va impegnata la stessa persona del Re ! costoro possono bene asserire che Cavour è nemico giurato di Garibaldi, giacché pesa di più il dire che egli sia nemico d'Italia.
Sicché niente di più facile a comprendere quanto di leggieri si potrebbero trascinare le nostre masse popolari a qualunque atto, purché venisse loro consigliato in nome del nostro Liberatore e che quando fosse per insorgere un antagonismo tra il Gran Soldato di Galatafimi e l'Uomo di Plombières, esse sarebbero per pronunziarsi pel primo, piuttosto che pel secondo!
Ma questo antagonismo avvenne?
Senza ritornare a discutere della cessione di Nizza e della Savoia, consumata senza dubbio illegalmente ma necessariamente, un primo sintomo di divergenza tra Garibaldi e Cavour apparve in giugno, nel violento sfratto del Lafarina dalla Sicilia. Garibaldi reputò un impaccio ai suoi disegni della completa emancipazione italiana la presenza in Palermo del Lafarina, il quale, creduto universalmente rappresentante del Cavour tra noi, consigliava sin d'allora l'annessione dell' isola alle Provincie libere d'Italia, e gli impose di allontanarsi. Il Lafarina, poi, ha dichiarato formalmente nel Piccolo Corriere d'Italia, che egli, anziché sconsigliare il passaggio nel continente napoletano dell'armata insurrezionale, intendeva piuttosto accelerarla; ed ha promesso pubblicare documenti che convalideranno l'asserto. Ed è, invero, necessario che si chiarisca questo punto di storia, e giova perciò attendere i documenti promessi.
Sia come sia, é pur sempre vero che fu causa d'universale dolore in Sicilia il modo come avvenne l'allontanamento del Lafarina e che destò un fremito nel petto di tutti gli onesti patrioti il vedere qualificato di spia il Lafarina, nello stesso Giornale Officiale del Governo della Dittatura, ed ammirammo tutti quelP Isidoro Lalumia, il quale, avuta afa-data la direzione del Giornale Officiale, non tollerò che si divulgassero