Rassegna storica del Risorgimento

MACHERIONE GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <923>
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Giuseppe Macheriom poeta del Risorgimento, ecc. 923
meta ! Questo si tentava ripetere nel settembre 1860 ! Gli stessi uomini, le stesse teorie, le stesse allucinazioni !
Ma il popolo italiano, provato da tanti dolori, avvertito da tanti disinganni, rinsavito da sì lunghe esperienze, conobbe i veri dai falsi profeti, e nel trovare un Re che soprannominò Galantuomo e che io chiamerei anche Re senza colpa ebbe di che ringraziar Dio, che tra tanto rovescio di cose e tra tanti rivolgimenti, offriva ali'Italia, nel­l'onesta persona del Re e nel principio monarchico costituzionale, un elemento di conservazione, in armonia con lo stesso progresso, e d'or­dine, in conferma e salvezza della rivoluzione medesima.
Ma, queWantagonismo, pur troppo, avvenne e, sebbene conciliato a tempo opportuno dalla formula del plebiscito del 21 ottobre, non lasciò tuttavia di essere causa di dolorose conseguenze, le quali, in parte sono avvenute e in parte potrebbero ancora avvenire, se il popolo italiano non si farà convinto una buona volta che dalla discordia non nasce che l'odio, e che non potrà essere Podio, bensì l'amore, il talismano miracoloso dell'unione nazionale!
Invero, il patriottismo italiano si è diviso in due campi: in uno si chiamano garibaldini, cavurini nell'altro; né si pensò o non si volle pen­sare che il dissidio non avvenne mai per ragioni di personalità tra il Ministro ed il Dittatore e che il voto di riprovazione che, contro il falso indirizzo, che minacciava seguire il Governo della Dittatura, pro­nunziavano il Governo del Re, il Parlamento dell'Italia superiore e tutta la maggioranza del paese - non colpiva affatto la persona del Gran Dittatore, che fu considerata sempre inviolabile e sacra, bensì gli individui che amministravano la cosa pubblica hi suo nome, e che godevano la sua fiducia.
E quegli individui sono stati giudicati dalla voce universale del popolo ! Ignari della pratica dei civili negozii, disorganizzarono tutto per volere amministrar troppo ! privi di quel forte sostegno che deriva soltanto dalla pubblica opinione, per mantenersi al potere, vollero fiancheggiarsi di una immensa casta di burocratici, tra cui molti imberbi, inetti, repubblicani, borbonici! Poco familiari alla storia, scambia­rono età e paesi differenti, adottando provvedimenti che non potevano attuarsi tra noi ! Ignari perfino del frasario economico, lasciarono dila­pidate e vuote le finanze, asserendo di lasciarle floridissime !
Deve, però, tenersi conto degli inciampi che un assoluto rin­novamento di cose doveva necessariamente incontrare, né tutti i mali sofferti sotto la prodittatura sono imputabili agli uomini di quel Governo. Il desiderio, adunque, di un ordinamento governativo