Rassegna storica del Risorgimento

MACHERIONE GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <924>
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Giorgio Bardanzellu
regolare, definitivo e comune a tutti i popoli liberi d'Italia, era ardente nei paesi meridionali.
Animati da queste speranze, i popoli delle Due Sicilie sognavano nell'arrivo del Re eletto la fine degli affanni sofferti; e speravano, invero, troppo! perchè la causa dell'arresto della macchina sociale non era stata la prodittatura, sibbene le condizioni diincili in cui versava la nazione; le quali, perdurando ancora, necessariamente continuano a produrrei le tèsse conseguenze dannose.
L'arrivo del Re, infatti, non valse, né poteva valere a rimettere in condizioni normali le private e pubbliche relazioni.
Come prima della prodittatura, cosi anche dopo, abbiamo dovuto vedere oziosi i Tribunali e sentire i lamenti d'una classe numerosa che vive di essi; così prima che dopo di essa, la finanza pubblica si è trovata insuflìciente, tentennante la fiducia (necessaria alla vita del commercio) pochi e malsicuri i traffici.
Quando sì complicate duravano tuttavia le difficoltà interne e il Borbone si annidava ancora a Messina e a Gaeta, e la reazione minac­ciava il continente, e non lievi erano le forze dei nemici esterni, qual compito incombeva ai veri patrioti? Non altro certamente che quello di raccogliersi sotto la bandiera del Re, sostenerne il Governo se soddi­sfacesse ai comuni desideri, sindacarlo a mezzo della stampa se mal rispondesse al difficile incarico, educare le classi infime del popolo alla dignità della vita civile, chiudere il varco ad ogni agitazione da trivio, persuadere il popolo all'esercizio dei diritti costituzionali, armarsi soprattutto di cittadina concordia e inspirarsi alla cristiana religione dal sacrifizio.
Senza la virtù del sacrifizio nessuna opera duratura e gloriosa può compiersi!
Cristo redense l'umanità, esalando lo spirito sopra una croce bagnata dal proprio sangue ! Sacrifizio è quello di Garibaldi, repubblicano, che supera inaudite fatiche e sfida imperterrito la mitraglia proclamando il nome d'un Re ! Sacrifizio è quello di sette o otto città, e di altrettante regioni italiane che, soffocando le meschine aspirazioni d'una vita auto­noma, anelano il grande edilizio della nazionalità comune e sospirano Roma, che renda nuovamente riverito e temuto il nome italiano tra tutte le gentil E l'emblema stesso della nostra bandiera non è simbolo di sacrifizio ?
Era necessario, adunque, frenare le smodate passioni, sgozzare l'idra del dissidio cittadino e soffocare per sempre il pestifero alito delle sette!