Rassegna storica del Risorgimento
MACHERIONE GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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926
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926 Giorgio Bardanzellu
del popolo si concentrano e si rivelano in alcune rappresentanze,, che Bono tanto più degne quanto più grandi sono le forzo rappresentate! Nella grande opera del patrio rinnovamento esse si rivelano nella triplice forma della virtù, del pensiero e dell'azione e si chiamano: Vittorio Emanuele, Camillo Cavour e Giuseppe Garibaldi!
Quelle forze, rappresentate da quelle persone, dovevano essere concordi e non antagoniche, concilianti e non nemiche; il divorzio sarebbe stato fatale e il danno irreparabile ! .
Queste cose dissi quando da nna plebe di cicchi si urlava anatema contro l'uomo di Plombières, e si vituperava Cavour come un miserabile venduto ai soldi del Bonaparte.
Queste cose dissi, or sono quattro mesi, quando il dirle era ritenuto un gran delitto, e mi dissero, per lo meno, falso profeta. Profeta non fui, né sono: ma i fatti"posteriormente avvenuti mi dimostrarono non cattivo intenditore dei miei tempi!
,<cje forze rigeneratrici di un popolo sono, adunque, nelle braccia e nella mente del popolo stesso: fisiche le une, morali le altre. Le prime si chiamano cannoni e baionette, le altre possono compendiarsi in una sola parola: concordia! Se l'Italia avesse numerato un milione di baionette, ma fosse mancato al suo risorgere un indirizzo concorde e nazionale, Essa non avrebbe ottenuto alcun vantaggio ! Avrebbe, anzi, ottenuto tutto il male immaginabile: il trionfo della forza bruta, i saturnali dell'anarchia !
Gli italiani giammai dovettero combattere nemico più potente di se medesimi ! Fu la discordia il nemico fatale che li immiserì e li tenne divisi per tanto corso dì secoli; fu la discordia, per tacer d'altro, che fece abortire nel 1848 il risorgimento italiano, iniziato con si felici auspici; fu la discordia il nemico, e più potente dell'Austria stessa, che minaccio di mandare a monte il rinnovamento nei giorni incerti e tempestosi, che sono già passati!
Ma questa volta fu parato il colpo ! I nemici della Patria li conoscemmo sin dal primo loro apparire sulla scena; le loro ubbie non allucinarono più il popolo; lo fecero ridere. Ed è la discordia, che mille volte prostrata e vinta, rinasce sempre, come l'idra, a spargere zizzania e rancori, ad avvelenare le sante gioie del popolo !
Garibaldi, questo eroe di tutti i secoli, dal campo della patria passa alla solitudine di Cincinnato, a raccogliersi in quella contemplazione dell'avvenire, che è grande sprone a fatti grandissimi ! Garibaldi torna a Caprera, povero, puro e immacolato, come povero, puro e immacolato era partito ! A sentire le cattive lingue della discordia, che si