Rassegna storica del Risorgimento

MACHERIONE GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <933>
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Giuseppe Macherione poeta del Risorgimento, ecc. 933
Ma, caro Precursore, così tu falsi la storia! non sai che Savonarola è un martire della libertà italiana e che, accomunando Lafarina a lui, fai piuttosto onore che ingiuria, come tu credi, al nome del Lafarina?
In tutta quella sinfonia oppositoria, adunque, naturalmente il Precursore la faceva da maestro di cappella, la Forbice da oboe, VArlecchino da trombone, la Campana della Gancio, infine, riscossa nelT agonia del Governo, sbatacchiava a destra e a sinistra furiosamente e, dopo due giorni di scampanio, ne suonò il mortorio! Non è però da credersi che il rovescio di quel ministero, sia dovuto all'opera di quei quattro giornali, perchè ancora tra noi il linguaggio dei giornali non è decisivo sulla pubblica opinione, la quale, per lo meno nei ter­mini della gran maggioranza costituzionale, era piuttosto favorevole al Ministero.
Quel Ministero cadde principalmente per la dimostrazione del 31 dicembre e pei fatti del 1 e 2 gennaio, ed anzi uno dei direttori di quei giornali manifestò a me la sua convinzione che in quella dimostrazione (che egli disapprova) era corso molto oro borbonico. Tut­tavia, quella stampa stramba, incoerente e scapigliata concorse, forse anche involontariamente, a quel rovescio e ai gravissimi pericoli che l'a ce omp agnarono.
Ho detto che quella stampa era stramba, incoerente, scapigliata.
Amante di fatti e non di gratuite asserzioni, eccomi a provare con documenti quanto affermo, desiderando che il cortese lettore, che mi ha fatto l'onore di seguirmi nella presente cronaca contemporanea, se ne convinca da sé stesso.
Non intendo esaminare tutti i quattro giornali dell'Opposizione, perchè sarebbe fatica superflua; mi basta fermarmi ad uno solo di essi, l'Arlecchino,, che fu il più stridulo e il più nocivo. Lo farò francamente e spassionatamente ; me ne perdoni il Direttore, dell'amicizia del quale io mi ritengo onorato e del quale altamente apprezzo il cuore generoso e il forte ingegno. Ma l'amicizia non farà velo al mio giudizio; scriverò come se scrivessi di fatti accaduti un secolo addietro. In tal caso, come farei per raccoglierne i documenti? Leggerei anzitutto i giornali del tempo. Orbene, immagina lettore, che eia. l'Arlecchino il giornale su cui getto a caso uno sguardo. In esso vi leggo:
Garibaldi o Cavour: l'uno o l'altro doveva restare padrone del campo. È rimasto Cavour e doveva esserlo, Garibaldi personificava la rivoluzione; la rivoluzione non poteva in quell'ora compiere la libera­zione d'Italia; un ostacolo era il Papa, un ostacolo i francesi, un osta­colo il quadrilatero, un ostacolo i moderati, un ostacolo i partiti, un