Rassegna storica del Risorgimento

MACHERIONE GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <934>
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Giorgio BardanzeUu
ostacolo Vittorio Emanuele, un ostacolo la rivoluzione stessa, che lungamente protratta, si consolila da sé . Ottimamente.
Non e* illudiamo, oramai Cavour sarà la salvezza o la rovina d'Italia . Benissimo.
La sua caduta potrebbe essere il segnale della nostra sventura . Senza dubbio.
a Far la guerra a Cavour, perchè nemico di Garibaldi, è per noi cosa poco onesta, contraria al volere di Quell'uomo di eroica virtù; pregiudizievole al nostro bene; è uccidere la patria per abbattere il nemico; Cavour è necessario, almeno per ora, all'Italia. Bravo e da onesto patriota!
Cordova e La Farina sono legati alla politica di Cavour; tutta­via, riproviamo l'opposizione che si è scagliata contro di loro, prima che alcun loro atto avesse potuto far meritare il biasimo del pubblico {Arlecchino del 13 dicembre). va inteso cosi; va bene, siamo d'accordo; bravo, Arlecchino, questo è il linguaggio dei galantuomini!
Leggo poscia un altro numero dello stesso giornale e trovo: Appena comparvero i primi atti, io non mancai di manifestare la sensazione che produssero. La via presa era pessima (Arlecchino del 23 dicembre).
Ma come?
Sembra che scherziI primi atti è plurale; sissignore, il che nel mio vocabolario, significa più d'un atto; ma tu, il 13, dicesti che neppur uno alcun atto aveva fatto meritare ai consiglieri il biasimo del pubblico. E al tredici eravamo, non ai primi, ma ai secondi, ai terzi, ai quarti, e se vuoi, ai quinti atti del Governo. Come va, dun­que ?... scusami, Arlecchino, io non ti so capire.
Dopo, leggo ancora: E tutto questo perchè? Perchè alla Sicilia, che votò per l'Italia una e indivisibile, si vuole ad ogni costo imporre la volontà del Conte Cavour e di quei pochi che votarono per l'annes­sione della Sicilia al Piemonte. Siciliani! vi è chi procura di gettarci nell'anarchia. Ma da qual parte venga il torto, voi siete in grado di giudicare .
Esso (il Governo di Sicilia) non può tenersi distante e separato dalla politica del signor Conte. Noi qui abbiamo l'indeclinabile convin­zione che, sino alla convocazione del Parlamento Italiano, qualunque Governo in Sicilia è provvisorio; che questo Governo, per la formula del plebiscito, nei suoi atti deve mirare all'Italia una e indivisibile, come la vogliono gli italiani, e non all'Italia libera e indipendente come la vogliono altri; che questo Governo, per l'altra con dizione opposta con Vittorio Emanuele Re costituzionale non può arrogarsi dei diritti