Rassegna storica del Risorgimento
MACHERIONE GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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937
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Giuseppe Macherione poeta del Risorgimento, ecc. 937
Tale regime, con felice temperamento, sta fra il dispotico e il licenzioso, fra l'assoluto e il repubblicano, e partecipando a questi due tien salda la base deU'ordine politico con la fermezza e inviolabilità della regnante dinastia, senza vacillare nelle sue fondamenta ad ogni nuova elezione e senza cambiare di pensiero e d'indirizzo ad ogni nuovo presidente; mentre, d'altra parte, schiude la via ad ogni legittima manifestazione dei concetti, anche i più arditi, e dei bisogni di ogni genere, senza abbandonare la pubblica cosa e i destini d'un popolo ali arbitrio d'un solo, che facilmente, credendosi divino, fa discendere i suoi simili sotto il grado dei bruti.
Questa specie di temperato regime se si confà bene, e alligna presso le nazioni fredde, calcolatrici, non si addice meno ai popoli ferventi d'ingegno, di cuore e d'immaginazione, perchè in esso, con la giusta libertà della parola e della stampa, nel cozzo e nel contrasto delle opinioni e degli interessi, l'arditezza del loro carattere avrà tutto lo sfogo, ma non trasmoderà in avventatezza, né verrà ad inciampare e perdersi nei due fatali estremi della piena licenza e del feroce dispotismo. Tale, appunto, è il caso del nostro popolo e siamo persuasi che esso ben potrà sperimentare tutti i vantaggi della vita rappresentativa, purché vi si cominci ad addestrare con un buon tirocinio.
L'opposizione ministeriale è la pubblica palestra, è il campo aperto agli esercizi popolari nella vita costituzionale; di qua sorge il gran contrasto delle opinioni, che dona la vittoria al vero; di qua la gara e la lotta che, nell'atto di aprire uno sfogo all'esuberanza della vita individuale e pubblica, acuisce gli ingegni, forma la vera eloquenza, rende chiara la conoscenza del bene comune, equilibra i poteri, chiamando a rigoroso sindacato le opere di chi è responsabile dell'esecuzione delle leggi, della politica estera e del pubblico indirizzo e, chiedendo apertamente ai ministri ed ai governanti ragione di ogni sconfinare dalla cerchia che è loro concessa. Ma, per essere giusta, retta, legale e benefica, cotesta opposizione, quanta civile e politica scienza, quanto senno e prudenza non si richiedono ? Chi vi porta lo slancio e il furore di una vera insurrezione, chi a compierla usa i clamori di piazza e le grida d'incomposta moltitudine o altra perfida arte, chiaramente dimostra che non il bene pubblico, non l'amore d'una vera idea, non la carità di Patria lo guida, ma piuttosto una ambizione delusa, un interesse fallito o l'effimero trionfo di un'abbattuta fazione! Noi lo abbiamo ripetuto mille volte, l'abbiamo avvertito ben alto ad ogni passo, e tutto il mondo lo conosce ad evidenza, esservi sventuratamente fra noi una fazione, vera piaga d'Italia, che si diletta, con comune