Rassegna storica del Risorgimento
CATTARO ; SAL?
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1937
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Guido Busiico
Conclusosi l'armistizio fra i due generalissimi francese e austriaco, nel gennaio del 1801 si addiveniva al rilascio degli Italiani che si ritrovano detenuti negli Stati ereditari per la loro opinione politica n.Ma il ritorno degli exdeportati non fu, per vero, molto rapido. Solo verso ai primi di aprile giungevano in Italia i primi exprigionieri.
Accolti con feste, vennero in loro onore pronunciati e stampati discorsi e poesie; il tipografo Righetti di Salò in foglio volante su tre colonne pubblicava la nota* poesia dell'Arrivabene: La tomba di Sebenico, ossia la prigionia dei Patrioti Cisalpini, che comincia:
Son pur crudi, son pur senza core, Que9 ministri politici oscuri Che alla libera patria spergiuri Sono or sacri ai delitti dei re.
Essa presenta molte varianti in confronto di quella pubblicata dal Mam'ni e ripubblicata dal d'Ancona.
Discorsi pronunciarono il cittadino Domenico Bresciani che al grido di viva la repubblica dava il ben tornato ai martiri degli austrorussi:
La patria riconoscente -vi conduce trionfanti, e vi rende quegli onori dovuti ai vostri patimenti, alla prigionia da voi sofferta con ferma costanza repubblicana. E verso la fine del discorso il Bresciani soggiungeva: ora che siete rimpatriati e restar tinti alle vostre famiglie, e che v'abbandonate ai sentimenti della natura e ai legami sociali, la patria vi riguarda come pegni sacri per essa sacrificati; i vostri patimenti Bono oggi a mano larga ricompensati dagli onori che questa patria vi rende, dall'interesse che ne prende il governo, dalla gioia de* cittadini, dalle pubbliche rimostranze di quelli che vi circondano, dall'amore della repubblica, dalla vostra coscienza, e da quel piacere interno che sentono le anime grandi di ritornare nella patria libera, quando si ha sofferto per essa.
11 vostro martirio sarà indelebilmente impresso ne* nostri cuori, in quello de* discendenti, e panni sentire, ogni cittadino ch'incontrerete dire: ecco i màrtiri della nostra libertà, rendiamo loro il dovuto rispetto: la costanza, la fermezza che hanno dimostrato, sia d'esempio ai nostri figli, ed imparino che per godere dei diritti della libertà e dell'indipendenza, è d'uopo sacrifici, colaggio, costanza, valore, e tutta quella serie di civili virtù che rendono il governo libero si caro a quelle anime grandi che non possono soffrire la schiavitù.
La pace corona la nostra felicità; l'amore della patria, della indipendenza, delle virtù, dell'onore, l'esempio concorrono a consolidare il governo, e quel benessere si desiderato dopo tanti sacrifici, affanni e sventure, sia il frutto dell'istituzione sociale, e compiala tanto bramata prosperità; ma voi esseri stimabili formerete la delizia dei buoni cittadini, l'ornamento della Repubblica, l'onore del dipartimento e principalmente di questo distretto.