Rassegna storica del Risorgimento
CATTARO ; SAL?
anno
<
1937
>
pagina
<
947
>
I deportati della Riviera di Salò a Cattare 947
Accogliete generosi martiri della patria questo attestato di gioia che vi circonda, come pegni di un governo che sa premiare i vostri sacrifici, la virtù., i talenti, e particolarmente quelli che si sono decisamente consacrati alla pubblica causa, e che Hanno sofferto per essa, ritornando gloriosi e pieni di entusiasmo dell'amore della patria nel seno delle vostre famiglie, imprimete nel cuore de' figli, degli sposi, degli amici, le ricompense che una patria libera dispensa ai suoi fedeli amici; imprimete i sentimenti generosi di un popolo libero, il solo che renda il dovuto compenso a quelli che se ne sono resi degni pei sacrifici, pella virtù, pei servizi, sieno lodi alle autorità francesi che vi circondano, quali con generoso zelo, degno della loro nazione, concorrono nella nostra esultanza.
Viva la Repubblica .
Il cittadino Gio Battista Angeli comandante la Piazza di Salò tenne per l'occasione un breve discorso o meglio diede il bentornato a coloro che per la libertà avevano offerto tante pene:
Cittadini, fratelli! Alfine respirate nel suolo della libertà. Le falangi repubblicane delusero le speranze de* tiranni, e spezzarono le vostre catene. I difensori della verità e non dell'impostura, vi ebbero sempre presenti in tutti i trattati; il grandeBonaparte in campo di battaglia, si sovvenne di voi. La Patria riconoscente inviò i suoi delegati offerendovi amicizia e soccorso. Il popolo sovrano, la forza armata, le autorità civili e militari, volano al vostro incontro; tanto è il giubilo di vedervi fra noi, che della presente esultanza ne passerà ai posteri l'eterna memoria.
Viva, la Repubblica Madre e Figlia.
Si cercava con fraterne e generose accoglienze di far dimenticare dolori sofferti, accendendo vieppiù gli spiriti ad un grande amore di patria.
Riandando col pensiero a codesti martiri che iniziarono col loro sacrificio il martirologio italiano del secolo XIX, pensiamo che essi ci presentano, nella triste odissea dei loro patimenti, un preludio a quella storia tutta italiana che incominciò col 1820 e che inizia il triste e doloroso calvario della redenzione della patria nostra: questa numerosa schiera di martiri prepararono colle loro sofferenze del carcere, il Risorgimento della Patria.
Quei deportati, fra cui v'erano avvocati, professori, medici, letterati, nobili e popolani; vecchi e giovani, cacciati nelle carceri più immonde, seviziati, incatenati, condannati a duri lavori, elevarono alla patria gli inni più puri, che diffondevano la grande parola della patria: le pene ed i tormenti non avvilirono quei generosi, ma rafforzavano e fortificavano il valore ideale della patria straziata dallo straniero.
GUIDO BUSTIGO
i