Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; PUGLIA ; MEDITERRANEO
anno <1937>   pagina <961>
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La questione del Mediterraneo, ecc. 961
Ma il torto più grave del Saint-Cyr, agli occhi della dinastia, era la faziosa propaganda che quegli andava svolgendo nel popolo, giacche non rifuggiva, malgrado le ricevute istruzioni, dal ravvivare il fuoco ancor vivo della rivolta giacobina, e non aveva ritegno d'attizzar odi e rancori, appena sopiti, prodigando la sua tutela agli avversari poli­tici dei Borboni, ed agli esuli o rifugiati, che tornavano nel regno sotto 1 usbergo delle armi repubblicane. E qui non rincresca una breve digres­sione, che varrà certo ad irradiare di nuova luce taluni personaggi implicati nella cospirazione giacobina del 1794 e negli eventi rivolu­zionari del 1799.
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Fra le innumerevoli corrispondenze da me esaminate nell'Archivio di Stato di Napoli ho rinvenuto .de' fogli dispersi e dei fascicoli concer­nenti Alcuni individui Nazionali del Regno di Napoli che si trovavano presso dell'Armata Francese stazionata in Puglia nel 1801. Mi soffermo sui patrioti delle provincie occupate, fatta eccezione dei fratelli Gior­dano, oriundi della Terra di Lavoro, e del Cecerc, nativo di Grottole, in Basilicata; ed osservo subito che sulla maggior parte di costoro non avevamo fin oggi, per quanto io sappia, notizia veruna, mentre su altri, già noti per indagini precedenti, ricaviamo nuovi ed impor­tanti particolari.
Rivediamo, prima d'ogni altro, dopo sì varie e fortunose vicende, il celebre matematico Annibale Giordano, il quale insieme con Lauberg, anima di tutto il movimento rivoluzionario napoletano e primo cospira­tore del moderno Risorgimento italiano, 2) aveva trasformato la scuola di Vico dei Giganti in un focolare di propaganda liberale ed era andato incontro a duplice condanna, la deportazione a Pantelleria nei processi del 1794 e la forca in quelli del 1799, sottraendosi però ad entrambe le pene. 3> Reduce dalla Toscana con passaporti del Murat e del Saint-Cyr, si fermò dapprima a Bari; andò poscia peregrinando fra Bisceglie, Molfetta e Barletta; indi, per Gioia del Colle, si trasferì a Taranto con la speranza d'esser quivi occupato nel corpo dell'artiglieria francese. H duca d'Ascoli, vicario generale di Puglia, pensò di trarlo insidiosa­mente agli arresti e portarlo a Foggia; ma poi si astenne dal temerario
1) Ivi, fase. 4309.
2) Rossi, Nuova htoe risultante dai vari falli avvenuti in Napoli pochi anni prima del 1799Firenze 1890, p. Ì77. Cnoce, La rivoluzione napoletana, del 1799, Bari 1896, p. Sdì. LKOKKM.I. La Puglia nel Risorgimento,Bari 1931, voi.I, p. 334.
3) SANSONE, Gli avvenimenti del 1799 nelle Due Sicilie, Palermo 1901, p. 317,