Rassegna storica del Risorgimento
FRANCIA ; PUGLIA ; MEDITERRANEO
anno
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1937
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pagina
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966
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966 Antonio Lucarelli
Si ascolti la genuina parola dei documenti:
Una continuata impune rapacità ne* paesi, nelle strade, nelle campagne; un continuato armamento generale in tutte le popolazioni; un fiero e fatale accanimento di partiti; un universale spirito di private vendette: [comitive] formidabili di facinorosi nel seno de* paesi, disponendo di tutto anarchicamente, e sfogando le più vili e prave passioni, non curavano il Magistrato ne la giustizia; e gli omicidi, le violenze, i furti ed altri eccessi erano il quadro funesto che si presentava in ogni giorno all'occhio del pubblico. Non si stava con sicurezza nelle proprie case, ne sulle piazze, né nelle campagne; e le pubbliche strade eran inondate dal sangue de* passeggeri massacrati e spogliati dalla rapacità delle formidabili comitive, che per ogni dove glassavano. Era abbandonato il commercio: le arti erano avvilite, la campagna desolata, e le voci di tanti infelici oppressi restavano soffogate e sepolte dentro le domestiche mura... Io ho trovato de* ladri nelle persone addette ad accompagnare de' passeggeri per sicurezza delle strade; ne ho trovato ne' guardiani addetti alla custodia delle campagne, e ne ho trovato negli armigeri addetti all'esecuzione della giustizia... Uno spirito d'insubordinazione e di anarchia in taluni, un genio sedizioso e perturbatore in molti altri teneano col terrore e collo spavento oppresso tutto il rimanente delle popolazioni. Facinorosi, anarchici, sediziosi ed altri perturbatori; ladri omicidiari, scorridori, combriccole, comitive formavano lo spettacolo continuo delle mie sollecitudini: i giudici erano avviliti, le Regie Udienze smarrite, confuse, inoperose e disprezzate, ed i clamori erano resi universali. Àgli strascini luttuosi delle passate disgrazie eransi fatalmente aggiunte tante altre concause, che formavano uno spettacolo funesto, e precitavano ad una generale rovina.l)
La relazione del duca d'Ascoli, che parrebbe esagerata e della quale abbiamo qui riprodotto soltanto brevi passi, trova piena conferma in altre fonti, di cui faremo subito cenno.
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Fra tanta dissoluzione politica, sociale ed economica tornava dunque in Puglia, durante l'aprile del 1801, quell'esercito giacobino, clic sì profonde vestigia di odio aveva lasciato dietro di sé dopo la sanguinosa invasione del 1799. E quale poteva esser l'atteggiamento de' nostri conterranei, che avevano ancor viva dinanzi agli sguardi l'orrida visione dei congiunti uccisi, delle donne violate, delle case travolte dagl'incendi, dei più vetusti santuari, come quelli di Monte san-tangelo e di S. Niccolò di Bari, sacrilegamente profanati? Ed essiccate le sorgenti d'ogni pubblica e privata ricchezza, com'essi potevano ancora una volta sobbarcarsi al peso di una occupazione armata?
t) Ivi. La relazione, assai lunga ed importante, fu inviata dal duca d'Ascoli ad Acton il 4 maggio 1802.